Un tempo era il taccuino
Guai a pigliare il tacuino taccuino di Veronelli, anche solo per un momento. Vi avrebbe perdonati a stento. Dopo, parecchio dopo, i veri reporter dai ristoranti prendevano appunti solo sulle Moleskine [link]. Ma l’era del gadget elettronico incombeva: palmari, quindi telefonini e smartphone (doppia funzione: appunti e immagini). Ora: la crisi di rigetto. Si torna alla carta, con una differenza: l’appunto diventa artistico [link].

PS: dura la vita per le guide di carta. Con movimento lento ma inarrestabile, le rece -specie quelle credibili- traslocano online.
[Moleskine, DeliciousLilli]
da massimo
Ultimo commento:
di Sararlo il 01/1/70
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febbraio 3rd, 2006 at 15:26
“tali da far credere a chiunque di poter discettare impunemente di qualsiasi argomento, specialmente se gastronomico.”
ecco….io vorrei anche sapere che titolo si debba avere per non rischiare di rientrare nella categria sopra citata
con cordialità (omaggio a Maga)
sia mai
febbraio 1st, 2006 at 19:23
What is tacuino?
febbraio 1st, 2006 at 19:28
Massimo…ti fai uno Spot… “Pubblicità -Progresso”?
Sararlo.
febbraio 1st, 2006 at 19:40
Tacuino = s.m. quaderno, agendina per apunti: segnare un indirizo sul t., t. rilegato in stofa, in pele. e ben 391 voci su Google !
febbraio 1st, 2006 at 21:08
Sarebbe interessante approfondire l’argomento sulle rece online credibili o meno, o comunque più credibili di quelle cartacee.
La mia opinione è che con internet si siano fatti strada uno spontaneismo e una presunzione aberranti, tali da far credere a chiunque di poter discettare impunemente di qualsiasi argomento, specialmente se gastronomico.
Voi che dite?
febbraio 1st, 2006 at 21:28
… Tommaso, se togli quell’agghiacciante *impunemente* ne possiamo anche discutere
)
L.
febbraio 1st, 2006 at 22:32
Personali “dissertazioni”..trovo.
Chi non gradisce o non condivide può sempre cambiar pagina e passare oltre…no?
Noi non lo si fa per lavoro ma per “gioco” e divertimento.Punto.
Le nostre non sono “rece”a questo o quello, ma esperienze,racconti di incontri.
Non come invece qualcun altro che scrive per professione, a volte anche annoiando…
Take it easy…
Ciao Lorenzo, come è andata oggi?
febbraio 1st, 2006 at 22:53
carino.
rossorubino è la mia enoteca quando vado a torino.
si mangia bene al birchin?
febbraio 1st, 2006 at 23:08
Caro Fabrizio,Ti consigliamo di leggere le nostre avventure sul ristorante in questione!!
E poi puoi provare da te..
Se vai da Rosso Rubino, il Birichin è a due passi…;-)
Buona serata…
Sandra
febbraio 2nd, 2006 at 00:54
grazie massimo, che dire
la cosa è nata per caso ma il risultato è stato carino e mi è piaciuto così.
sempre piacevoli queste sorprese
buona notte
Lilli
febbraio 2nd, 2006 at 08:30
Per Tommaso Farina.
Credo che la Tua osservazione sia molto giusta, sia in merito allo “spontaneismo” (che può avere anche i suoi lati positivi) che alla “presunzione aberrante” (a testimonianza che la natura dell’uomo è sempre uguale, al di là dei mezzi che usa).
Tuttavia credo che, pur nello sparigliare delle carte che il web.mezzo può dare, anche qui, dopo l’inondazione iniziale, si ricreerà un equilibrio tra le diverse componenti in gioco (”pennauti”, ristoratori, blog,etc.etc.).
Più che altro due riflessioni.
Giustamente un amico (e tuo collega) non più tardi di qualche giorno fa faceva una riflessione, e cioè che, attualmente, vi sono più personaggi che scrivono che conseguenti lettori (e si riferiva sia al cartaceo che al web).
Seconda, e forse più importante.
Siamo sicuri che il “trend” gourmet, da fenomeno di massa (Clerici & Co. intendo), non stia raggiungendo la parte finale della gaussiana, ridimensionandosi nel breve medio termine a nicchia, anche grossa, ma di veri appassionati.
Questo rivolto ovviamente alla ristorazione; tuttaltra riflessione invece, con l’augurio di ulteriore espansione, per la cultura alimentare intesa come ricerca del prodotto, valorizzazione dell’artigiano, educazione alimentare.
Sararlo.
febbraio 2nd, 2006 at 09:43
Tommaso, fammi un esempio di spontaneismo aberrante, cosi’ capisco meglio.
febbraio 2nd, 2006 at 11:36
Grazie Sandra, cercherò di andarci, l’appartamento che usiamo a Torino è poco distante da corso Dante.:)
febbraio 2nd, 2006 at 15:51
trovo manichea ed eccessiva l’opinione di Tommaso Farina, quando si dice convinto _”che con internet si siano fatti strada uno spontaneismo e una presunzione aberranti, tali da far credere a chiunque di poter discettare impunemente di qualsiasi argomento, specialmente se gastronomico”.
E’ vero, ci sono esempi di questo genere, persone che su Internet e su blog su Internet parlano senza aver nulla da dire. Esistono però ottimi blog, che si occupano di vino e di cucina, che denotano assoluta competenza e passione, anche se sono animati non da professionisti, ma da “dilettanti” di genio.
febbraio 2nd, 2006 at 16:02
Per Chambertin.
Concordo con la tua analisi, e mentre Tommaso Farina ne elencava i potenziali aspetti negativi, Tu hai illustrato quelli positivi. Con una conclusione, a mio avviso.
Che questa maggiori dinamicità favorirà la riduzione di quelle rendite di posizione che, tra l’altro, sono una realtà che troviamo tutti i giorni, nel lavoro, così come anche nelle attività più o meno ludiche.
A buon rendere, quindi, per i “dilettanti”, quelli veri, quelli che, tempo fa, mi sono permesso di definire “gentleman writer” e non solo semplici penn…auti.
Sararlo.
febbraio 2nd, 2006 at 16:54
Ok Sararlo, ma non sparare sui penn…aiuti, pardon, giornalisti (enogastronomici). Sono uno di loro, anche se della categoria, nella stragrande maggioranza, non ho notoriamente, una grande stima, e non perdo occasione, quando capita, di sparare su di loro, da vero cecchino, come mi definisce Paolo Marchi, pardon, da tiratore…
febbraio 2nd, 2006 at 18:00
uhm,uhm, diciamo così un tiratore…franco, vero ;0).
L’importante è avere buona mira e…centrare il piatto.
Sararlo.
febbraio 3rd, 2006 at 11:47
Resto in attesa di esempi di spontaneismo aberrante, giusto per sapere cosa evitare.
[Massimo, uff, com'e' che i link non si taggano in automatico? Acc]
febbraio 3rd, 2006 at 11:10
Tommy non è uno sciocco, e sovente i suoi interventi, merito anche del lessico intemperante, accendono la discussione. Come in questo caso.
Non è uno sciocco, dicevamo, non gli sarà sfuggito perciò, che nel nascente modello di rete gestita dagli utenti, dove la conoscenza si condivide, soffermarsi sulla qualità è un limite. Ci sarà tempo per affinarla. Conta invece che un numero crescente di persone senta il bisogno di condivedere con altre le proprie esperienze, anche quelle al ristorante. E che la tecnologia, software editoriali, immagini, audio, video, glielo consentano, a costi sempre più contenuti, tra l’altro.
Non accorgersene, o snobbare questo prodigio (”mamma, che spontaneismo aberrante!!!”) per i professionisti – critici, giornalisti, editori – potrebbe essere un errore.
Tra l’altro, quando leggo queste cose sento soffiare una brezza rifrescante:
http://deliciouslilli.splinder.com/post/6951169
http://lacuocapetulante.blogspot.com/2006/01/torino-cioccolato-e-gironzolamenti.html
http://www.peperosso.info/index.php/2005/12/27/title_262
http://www.gamberorosso.it/cgi-bin/ib3/ikonboard.cgi?s=5ab5a3ae52bdf1e00831742f4f131d5b;act=ST;f=15;t=42037;st=120
febbraio 3rd, 2006 at 20:08
Leggo adesso l’intervento di Massimo che, direi, è assolutamente condivisibile, tra l’altro conoscendo la sua posizione e, oserei dire, la sua mission.
Il 14 febbraio, pensa che data e coincidenza strana, festeggierò i miei due anni di frequentazione attiva del web.
Non ho quindi confronti precedenti, ma mi pare che questi 24 mesi, e sopratutto gli ultimi 12, se la mia attenzione da “non professionista” non è stata troppo superficiale, mi pare, dicevo, abbiano portato delle novità interessanti.
Io, da sperimentalista puro, credo che solo il tempo, da un lato, sarà migliore testimone di quello che si sta discutendo e, dall’altro, la natura stessa delle cose tende, dal caos, a trovare nuovi equilibri.
Ecco, io credo che stiamo vivendo un momento molto dinamico in cui, come nella teoria dei vasi comunicanti, questa nuova entrata (la comunicazione interattiva via web, se non ho interpretato male il pensiero di Massimo) troverà un proprio nuovo equilibrio con le altre componenti già in gioco, a partire da quel cartaceo che, anche per una questione anagrafica, ho sempre amato, amo e continuerò ad amare anche in futuro.
Sarà una comunicazione…più aperta, come tante famiglie di oggi.
In questo caso, gastronomico, credo che, francamente, non vi sia nulla di male.
In sala, a godersi lo spettacolo.
Sararlo.