Albano Carrisi sta a Marilyn Manson come…


…il Negramaro sta all’Assenzio.
Verrebbe da dire, ad ognuno il suo.
Così, se l’ugola d’oro di Cellino San Marco che fa cantare l’italico stivale è ormai “entrato nel Gotha del vino“, il diabolico Manson, che non è da meno, si butta sul distillato da 66,6 gradi (ed anche i numeri non sono mica lì a casaccio).
Se ne è innamorato dopo averlo assaggiato chez Johnny Depp, in Costa Azzurra. Di lì è nata una passione sviscerata, che l’ha portato a concepire un intero spettacolo absenthe-based (prima), con Dita Von Teese ad impersonificare la zolletta in un calice colmo di “fata verde“, e a produrne una sua linea, il “Mansinthe“, le cui evoluzioni possono essere tracciate qui (Sprechen Sie Deutsch?).
Il sogno? Rievocare i tempi “maledetti” di Rimbaud, Boudelaire e Verlaine.
Come dire…Nostalgia, nostalgia canaglia…
da Fabrizio Gabrielli
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