Capocollo calabro

Chiamatelo come volete: coppa, lonza o capocollo.
Regione che vai, salume che trovi.
Non variano ovviamente solo i nomi degli insaccati prodotti con la parte superiore del lombo di suino.
Ogni regione d’Italia, interpreta il maiale seguendo riti, ricette e tradizioni che si perdono nel tempo. E ogni capocollo racconta del territorio dove è nato. Lo squisito capocollo calabro (ne ricordo uno splendido assaggiato nella media valle del Fiume Savuto, al confine tra le province di Cosenza e Catanzaro), parla di un modo tutto meridionale, lento, goloso, perfettamente stagionato, artigianale, di interpretare i maiali rigorosamente locali.
da Michele Marziani
Ultimo commento:
di chicchina il 01/1/70
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agosto 30th, 2007 at 12:03
Il capocollo calabro…
non voglio dire nulla…
… a parte che è davvero BUONO
Il sapore è adorabile…. ed è una genuinità d’eccezione.
Saluti da
Agriturismo
Fattoria Dei Matti
L’amore per la genuinitÃ
settembre 8th, 2007 at 18:37
Quello fatto ancora in casa, consumato in luglio-agosto,accompagnato da melanzane sott’olio,olive schiacciate,pomodorini secchi,al basilico e capperi,un buon vinello leggero e fresco quanto basta e pane casereccio….è un dono prelibato riservato ad amici e stimati ospiti , segno di amicizia ed accoglienza!Parlo del capicollo calabrese,prov.di Reggio,ma è buono tutto.Chicchina