Capperi!

Rimaniamo nel profondo Sud – davvero profondo – vicini alla Bottarga di Favignana e agli antipodi del Bettelmatt, con un prodotto d’antico uso, citato nientemeno che nella Bibbia.
Pianta ipogea par excellance, quella dei capperi, che cresce tra le fessure delle rocce irrorate di zaffate salmastre, specie nell’isola di Pantelleria, dove le semenze vengono “sparate” con cerbottane fino a raggiungere i posti più reconditi…
“…quei che mangeranno capperi non hauran dolore di milza, ne di fegato…son contrari alla melanchonia, proucano l’ourina… [...] i capperi fan vivace il coito“, scriveva nel Cinquecento Domenico “Panunto” Romoli.
La varietà Nocellara pantesca – unica a fregiarsi dell’Igp -, che a Salina chiamano Tondina (e conservano sotto sale marino), è senza dubbio la più apprezzata per la piccola dimensione e quella capacità di racchiudere tutti i sapori di una mediterraneità orgogliosamente ostentata.
(Per chi pensa che l’esclamazione “capperi!” derivi dalla divina estasi procurata dal loro sapore, spiacente di smentirli così – scorrere verso il basso)
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di marco il 01/1/70
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agosto 7th, 2007 at 16:50
1.000 di questi post, brevi, veloci, ma sentiti e fondamentali…
agosto 7th, 2007 at 16:55
oh, G… che sorpresa trovarti “anche” qui!
F
novembre 29th, 2007 at 09:22
La perla nera del mediterraneo… per il suo colore dominante che è il nero della lava macchiato dai verdi delle coltivazioni. Un’isola difficile, l’impatto è anonimo e freddo ma girandola giorno dopo giorno se ne scopre la sua bellezza e i suoi profumi..profumi di spezie ed erbe officinali..profumi di mare e pini…
Isola priva di spiaggie ma di affascinanti scogliere a picco sul mare blu scuro. Occorre avere uno spirito avventuriero e soprirla cercarla.
Pantelleria o non si ama o se ne rimane ammaliato.