Che si dice?

…e poi ceci, ed ancora ceci!

Eh già… perché io proprio non riesco a “tenere un cecio in bocca”!
Dici “cece” e ti si spalanca un mondo…
Legume diffuso in lungo e largo per tutto il Mediterraneo, è l’ingrediente principale di piatti entrati ormai nell’immaginario collettivo tanto quanto di squisitezze semisconosciute, estremamente localizzate…

Sappiamo ormai cosa è l’hummus (qua nell’accezione di Fiordizucca), guest star di happy hours nei locali più trendy
Ma sapevate che a base di ceci è il cocido madrileño, il piatto par excellance della capitale della Piel de Toro? E che le sue origini affondano nella cucina dei Sefarditi, che solevano preparare l’adafaina, zuppa che oltre ai ceci vede tra i componenti carne di gallina o agnello (solo successivamente, per mano dei cristianos conversos, fece la sua apparizione il maiale)?

In ultimo, il cece sembrerebbe avere una forte relazione con la morte, tanto che molti piatti serviti nei giorni di penitenza secondo la liturgia cristiana, dal Mercoledì delle Ceneri ad Ognissanti passando per il Venerdì Santo, sono a base di ceci.
Non a caso, a Roma, il trapasso viene concepito come il momento in cui, volenti o nolenti, si diventa “terra pei ceci“…

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set  07
26
alle 02:30
da Fabrizio Gabrielli


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