le freak c'est chic

Ibridescion

Ibridescion is the way, direbbe il rampollo figlio della new-economy, perché l’ibridazione – in primis linguistica – is very very cool.

Questa sembra essere l’ultima trovata degli esercizi commerciali – sempre più proni a far entrare la gastronomia nei meandri delle loro showroom, dei loro punti vendita, di creare luoghi-non luoghi, ibridi.

Certo che all’umana immaginazione e creatività non c’è limite. Ma ci pensate a trovarvi a passare davanti a posti tipo:

Il paradiso della vite, wine bar e ferramenta. Piatto forte, of course, insalata di rucola, funghi chiodini e crosta di pane ai chiodi di garofano. Nella carta dei vini, annate formidabili di Ferro e Seta Villa Simone, tra i distillati immancabile il FiluFerru.

Alla Messa in Spiga, parrucchiere e pastificio artigianale: capellini di soia e capelli d’angelo, tra gli altri, rigorosamente da non condire coi pelati.

Sweet brown dreams, bistrot all’interno dello showroom dell’autospurgo… Ma lì non andate, si mangia di m***a.

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lug  07
24
alle 12:37
da Fabrizio Gabrielli

Ultimo commento:

di il 01/1/70

@ bigyellow: sotto questo bigyellow sun, a parlar di teiere e lana si suda duro!

@ Steno et Mari...


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6 Commenti to “Ibridescion”

  1. Mrs Bigyellow dice:

    In scia con la moda dello sferruzzare che ne dite di un bel Knit Cafè con tanto di merceria annessa???…magari questa non è prorpio la stagione della lana e le teiere ma in autunno sarei la prima cliente!

  2. steno dice:

    O un asilo nido dove servono bambini…..
    Comunisti!!!!!

  3. Maria Antonietta dice:

    direi che la creatività umana potrebbe produrre molto di più che queste sterili accozzaglie che vengono fatte passare per ultimi trends del momento..mi permetto poi di rispondere al commento di tale steno, che trovo del tutto fuori luogo..ok, la libertà in rete, ma qui si sta trascendendo..alla luce di tutte le storie agghiaccianti che oggigiorno coinvolgono sempre più i minori, inviterei il sig.re steno a pesare maggiormente le parole che utlizza …soprattutto in un contesto come quello di un blog in cui la parola è l’unico mezzo di comunicazione..

  4. Steno dice:

    Si chiama ironia Maria Antonietta….
    Forse ne servirebbe un po’ di più….

    Secondo il suo ragionamento il mio commento alimenta un clima di perversione nei confronti dei minori?
    O forse se peso maggiormente i miei commenti, di colpo spariranno le atrocità di questo mondo?
    Non le sembra esagerato, fuori luogo e un po’ bacchetone?
    No, non le sembra, altrimenti non mi avrebbe scritto quelle parole.
    Comunque, per farla breve, se ho urtato la sua sensibilità me ne dispiaccio.
    Non era certo mia intenzione

  5. Dino dice:

    Ma come se fa a partecipà a sto blog?

  6. Anonimo dice:

    @ bigyellow: sotto questo bigyellow sun, a parlar di teiere e lana si suda duro!

    @ Steno et Maria Antonietta: suvvia, s’era qua per giocare… con le parole, chiaro, che tuttavia sono parole e nulla più… Take it easy

    @ Dino: hai a disposizione altre due domande, dopodiché il genio scomparirà in un turbinio di polveri dorate

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