La domenica speziale : Macis
Trovare chi conosce la noce moscata non è difficile, meno facile, se ivece che della noce si parla della membrana che l’avvolge e dalla quale, dopo essicazione, si ricava il macis. Sia in listarelle sia in polvere dal colore arancio molto scuro, quasi marron, è una spezia tanto ignorata quanto priva di fama pur essendo, anch’essa, figlia dei frutti della myristica fragrans. Nome della pianta madre di entrambe le spezie che dall’alto dei suoi dieci metri e passa, tanto può crescere l’albero della noce moscata, lascia “cadere” i suoi regali speziati per la gioia del palato. Di sapore molto simile alla noce che avvolge, il macis, ha un aroma molto più delicato e, in cucina, lo si può usare con più profusione senza temere di prevaricare i gusti e gli aromi degli altri ingredienti con i quali lo si vuol coniugare. Dai pesci ai crostacei, dai ripieni di carne ai dolci, dalle salse alla frutta tagliata a pezzotti o, data la fredda stagione, nel vin brulè. Un tono di sapida e orientale eleganza che può fare la differenza per rendere molto particolare anche il più semplice dei piatti. Gusto singolare come singolare può risultare il trovare questa droga nei comuni punti vendita di generi alimentari. Colpa forse del prezzo che, anche nei paesi d’origine, non è proprio a buon mercato visto che qualche decina di grammi o poco meno, non polverizzati, si pagano anche più di tre euro. Ultime note, oltre gli aspetti gastronomici, riguardano le qualità salutistiche del macis ma anche l’attenzione che si deve osservare nell’usarlo. Le trovate qui e qui.
da Strami
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