giornate diverse

La Feria de San Fermìn

Ogni anno, nella prima metà di luglio, si svolge a Pamplona il tradizionale appuntamento della Feria de San Fermìn (nella foto il cartellone che ne annunciava la prima edizione nel 1881), amato ed odiato per l’ancestrale (per alcuni brutale) rito dell’encierro – reso famoso dal romanzo “Fiesta” di Hemingway.
Ma il San Fermìn, che ha inizio con il lancio dal balcone del municipio di un petardo – el chupinazo -, è anche un buon pretesto per tuffarsi nella gastronomia basca e navarra, a detta di molti una delle migliori al mondo.
Pamplona diventa così il luogo d’elezione dei pinchos, stuzzichini tapas-style, d’ogni forgia e gusto, dai classici di chistorra (insaccato simile al salame ma più fino) e tortillas di patata ai più sofisticati intingoli di alici navarre all’aglietto, riñones allo jerez, accompagnate da birra chiara o vino rosso navarro. L’occasione è succulenta anche per provare prodotti autoctoni delle terre navarre, come il cuore di lettuga Tudela, gli asparagi freschi, fagioli rossi o bianchi – pochas -, la vitella di Navarra o uno stufato di toro matato giorni prima a Burgos.
Anche tra i dolci non mancano le golosità, come il formaggio con le pere e le noci, e per terminare il pacharàn, liquore tipico navarro preparato con i frutti del prugno selvatico (anche noti da quelle parti col nome di arañones), macerati in anice.

Anche in cucina, ¡Viva San Fermín! ¡Gora San Fermín!

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lug  07
9
alle 10:04
da Fabrizio Gabrielli


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