Mercoledì di Coppa…

…ma non quella “con le orecchie“.
Per intenderci, non quella in cui c’è chi vince, chi convince, chi rimane con un Felafel in mano.
O forse sì.
Tempo fa Michele ha già affrontato la camaleonticità lessicale del salume che viene dalla schiena del maiale: capocollo, lonza, coppa, “posto che vai, salume che trovi“.
Ma come dicono i grandi allenatori, spesso, “la coppa è questione di testa”.
Testa di suino lessata, nella fattispecie, e poi cotenne, ossa, orecchie, codino, parti meno nobili si dirà , ma del maiale è pur vero che non si butta nulla. Mettici infine una manciata di altri ingredienti che variano di regione in regione, dall’alloro all’oliva nera, dalla scorza d’arancio al mistrà , le mandorle, i pistacchi, la noce moscata, i pinoli.
E’ così che si interpreta la coppa in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, nelle Marche, specie nel maceratese, dove la coppa di testa è un baluardo della tipicità . Meglio ancora se addentata sul patio di un rifugio, sullo sfondo i Monti Sibillini rubescenti al tramonto.
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di bacco il 01/1/70
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settembre 21st, 2007 at 09:58
scusa, ma la coppa di testa è marchigiana… in Emilia l’interpretazione della Coppa è una sola… e non di schiena di maiale, ma dal collo…arrotolato, speziato, insaccato, stagionato (direi almeno un anno e mezzo, non in cella…), affettato e ovviamente mangiato. Almeno a Piacenza…
settembre 21st, 2007 at 11:29
Si segnalano presenze della coppa di testa anche nel bolognese… dove la testa del maiale si lessa, sminuzza, insacca, affetta e mangia… tutto più rapidamente
settembre 24th, 2007 at 09:10
ah, ecco, da noi si chiama soppressata di testa…ed è pure buona…