Paco Roncero, artista e visionario

Partendo da una metafora ferrotramviaria, potremmo inquadrarla così: mentre nel Bello Stivale si è deciso di far correre i binari tra paesaggi bucolici d’impareggiabile fascino, nella Piel de Toro c’è chi ha preso ad arricciare ed arrovellare ferrame, creando esiti visionari (e sì che Dalì, manco a dirlo, era di lì).
E c’è davvero poco da stupirsi, con un popolo che con la calura di Agosto si riunisce in un paesetto vicino Valencia per prendersi a pomodorate (La Tomatina de Buñol).
Resta il fatto che Paco Roncero – uno degli allievi più al passo con le intuizioni del maître-à -penser Adrià – lascia estasiati con le sue creazioni (ad un passo di click, tutte le gallerie fotografiche del giovane chef de La Terraza del Casino a Madrid), che se solo sono buone quanto belle a vedersi, c’è da trasferirsi immediatamente nell’ispanica capitale.
Il rischio è quello di strafare, cercando di stupire a tutti i costi, come aprire un ristorante (a Singapore) che serve piatti secondo i dettami della cucina molecolare in un ambiente da obitorio (fonte: Corriere della Sera).
O forse è solo che Paco Roncero ha quell’impertinenza che ti rende sempre un po’ interdetto…
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di brix il 01/1/70
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settembre 3rd, 2007 at 00:45
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