Più giù degli scogli
Scontato che non abbiate resisito alle tentazioni di Michele Marziani e, dopo Portonuovo, continuando l’impenitenza siate passati anche da Numana, il salto del “non c’è due senza tre” io lo farei dall’Andreina. Prima o dopo la camminata (meglio) che porta al santuario di Loreto, il locale vi accoglie con profumi di spiedo che gira e vi annuncia che è finito il tempo del pesce e del mare per passare ai sapori di terra. II ragù di Andreina, gli gnocchi di patate, il fagiano alla mela o l’agnello di montagna. Finale quasi esplosivo di dolci prelibatezze che Errico, in aggiunta alla scuola della nonna Andreina, ha imparato nelle cucine di Vissani, nella pasticceria dell’azienda Valrhona, nella dimora dei vegetali di Pietro Lemann e nel veneziano istituto superiore “Etoile”. Per il conto non saprei che dire, la cantina, seria e professionale, può tradire la media.
da Strami
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