Polemiche

Quando la chiocciola saluta alla romana…

Lo Slow Food è apolitico.
Occhei, meglio evitare quarantacinque commenti che non direbbero nulla più di “è vero”, “non è vero”, con le riprove e le smentite del caso.
Facciamo allora un distinguo.
L’associazione… ognuno pensi quel che vuole.
Ma la mission è bipartisan. Su questo non ci sono dubbi.
Orbene, mai dare nulla per scontato.
Ci vogliamo privare della solita ricerca di Maria per Roma?
Da “attivista” della chiocciola capita che, nel cercare di spingere al tesseramento convincere della “bontà, pulizia e giustezza” della filosofia, ci si imbatta nelle (ri)letture personalizzate più disparate.
Allora c’è il liberalista di mercato che crede nella formula del “marketing territoriale” e sottoscrive una tessera credendola cedola azionaria, lo pseudo-politicante che, visto che ad alti livelli funziona così, a bassi livelli deve pure essere colà
E poi c’è l’attivista. Col fez.
Di quelli che credono nella “spinta essenzialmente antiamericana del movimento”, di quelli che “dovremmo tornare ad una bucolicità mistica, densa di ritualità pseudomagica”, di quelli che “quant’era bello Lui in maniche di camicia alla mietitura”.
Sia mai che si stiano organizzando per il Presidio della Razza di Thule?

Capita anche questo.
Welcome to hell.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  07
18
alle 12:13
da Fabrizio Gabrielli


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


Lascia un Commento