Oggi si stappa : Illirya
In mezzo alle tantissime isole e isolette di pura roccia croata che affiora dalle profondità di un mare che più blu non si può, se non dalla parte slava dell’Adriatico, Susak, italica Sansego, è quella dove si produce l’Illyria. Un bianco da pesce, riportato nei negozi da un discendente dell’antica famiglia dei Cosulich di Lussin-piccolo che nel ‘90, dopo 400 anni, è tornata a coltivare vigneti nell’unica isola della Croazia ricoperta di sabbia. Stranezza e mistero di tempi geologici che stupiscono quanto i verdi vigneti in mezzo al mare, messi a gradini quasi come quelli delle cinque terre. Li, però, la terra è davvero ferma e saldamente ancorata al continente come i suoi vigneti dai quali si ricava quel nettare che risponde al nome di Sciacchetrà e che meriterebbe mezza enciclopedia. L’Illyria di Sansego, invece, nonostante le ancore e gli ancorotti dell’astuto marketing Collalbrigo, sempre degli stessi istriani trapiantati a Conegliano, più che altro merita le righe di oggi per la magica isola di dove viene. Ottenuto da uve moscato e chardonnay, è di colore giallo paglia, aroma fruttato, fin troppo etereo, e dal dichiarato, ma non convincente, boquet aromatico; nonostante i 12 gradi stampati in etichetta e i quasi 5 euro pagati per la bottiglia da 75 cl. Non proprio pochi per un vinarello che non regge la forza dei pesci e dei crostacei targati Sansego.
da Strami
Ultimo commento:
di il 01/1/70
http:/...
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agosto 19th, 2007 at 15:08
Io lo bevvi qualche anno fa l’Illirya di Susak, e non lo avevo trovato affatto male
settembre 20th, 2008 at 18:57
io vado a Susak ogni 2 anni e ne faccio incetta: piaco motissimo a me alla mia dolce metà . abbinato ai calamari giganti (mostruosi!) di Susak è un sogno di sapori…
settembre 22nd, 2008 at 09:43
De gustibus ! D’altra parte se hanno inventato il budometro ci sarà stato un motivo …
http://peperosso.libero.it/index.php/2008/vino_bianco_o_rosso_ve_lo_dice_il_budome