Achel, birra trappista

Il birrificio di Achel, situato all’interno dell’Abbazia cistercense di San Benedetto ad Achel, ha rischiato di non produrre più birra quando, durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento tedesco ed un successivo rastrellamento ne hanno smantellato ogni componente.
Dopo una lenta ricostruzione (ed un lungo contenzioso), invece, nel 1998 è ripresa la brassificazione, con il conferimento del marchio Authentic Trappist che fa della Achel una delle sette birre degne ti potersi vantare di cotal previligio.
La Achel Blonde, quella assaggiata oggi per l’Happy Beerday, si presenta con un colore ambrato ed un schiuma persistente e soffice come panna.
Fruttata al naso, con una forte nota di banana, sprigiona in punta di piedi sulle papille gustative aromi di pera, pesca, ancora banana, vaniglia, fiori di campo, con un corpo medio ed una piacevole carbonazione.
Da sorseggiarsi con piatti strutturati, magari cucinati utilizzando la stessa birra. Oppure, con una pasta cacio e pepe, o una bella carbonara.
da Fabrizio Gabrielli
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