Ajwain, la spezia che digerisce tutto (anche i fagioli)

Se dopo aver mangiato dei fagioli avete qualche problemuccio, potrebbe anche dipendere dal fatto che prima di finirli di cuocere, non avete usato una presa di Ajwain.
Piccoli semi simili a quelli del cumino, amatissimi dagli indiani che ne attribuiscono molte qualità.Non ultima,appunto, quella di riuscire a rendere i fagioli meno “scoppiettanti” e favorire la digestione dei legumi in genere, ceci compresi.
Dal profumo pungente, che ricorda il timo e l’origano, il gusto è astringente e piccante con un punta di amaragnolo; mentre l’aroma lo si può calibrare a seconda che si usino i semi interi o si schiaccino fino a polverizzarli al momento.
In questo caso il sapore speziato risulterà più intenso ed è consigliato prenderne le misure. Confuso frequentemente con il levistico, è però più gradevole e ricercato tanto che pur non essendo prezioso come il cardamomo o la cannella, in India ma soprattutto in Egitto, l’ajwain viene usato per arrichire il pane o per impastare dolcetti digestivi.
Diversi, invece, i sapori che riesce a dare a zuppe di verdure, piatti di pesce, anche crudo, o per cuocere del riso semplicemente bollito.
Basta mettere qualche seme di ajwain nell’acqua negli ultimi minuti di cottura per trasformare il poco affascinante “risino in bianco” in una speziata magia d’oriente.
Se poi riuscite a trovare le foglie fresche della pianta
( carum ajowan, carum capticum o trachyspermum ammi)
da sminuzzarvi sopra, aggiungerete un effetto che oltre alla presentazione coreografica del piatto, vi farà pensare a quante buone cose si possono “sperimentare” in cucina.
da Strami
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settembre 12th, 2008 at 09:45
Ho appena sfornato dei crackers con l’ajwain, stasera posterò la ricetta e linkerò questa pagina davvero ricca di spunti!
aprile 15th, 2011 at 17:52
dove si comprano i semi di ajwain a Roma?