Dov'eravamo

Cedrate, chinotti e spume: si stava meglio quando si stava peggio

Chiamatemi nostalgico, se volete.
Ma io, in queste giornate di mare e amori che durano quanto una canzone dei Righeira, non mi lascio abbindolare dalle bevande energizzanti, dagli integratori salini, men che meno dalle perfide cochecole. Certo, ogni tanto mi abbandono a qualche cocktail, lungi dal saperne una più del diavolo.

Imperterrito inforco le cuffie dell’ipod sul quale ho caricato una tracklist che profuma di A-a-bbronzatissima, Sapore di Sale Sapore di Mare e Vamos a la playa, affondando la cannuccia nelle mie bevande vintage.
La cedrata, la spuma, il chinotto, la gassosa.
Che bello esser stati bambini nei primi anni ottanta e non pentirsene.

“Quante cose al mondo sai fare? Costruire… Inventare…”, e Mina ci dice che per noi e per tutti, il must è la Cedrata. Rigorosamente Tassoni, ovviamente. Il fatto che sia prodotta a Salò, però e che sia chiaro, non ha ulteriori afflati nostalgici.

Di stabilimento lumbard in stabilimento lumbard, altro feticcio beverino è la Spuma, che si dice nemica giurata del chinotto e che, c’è chi lo giura e spergiura, Spumador faceva (fa tuttora? qualcuno ha notizie?) come nessun altro al mondo. Con quella bottiglia chiusa da una pallina di vetro che le valse l’appellativo di “ul sciampagn de la balèta”.
Se siete di Roma e dintorni, voi opinerete che la migliore era, piuttosto, la Spuma Appia.
Questioni di feeling (geografici).

Così come chi scrive non riconoscerà mai la superiorità del Chinotto Recoaro sul Chinotto Neri, il gioiello di Capranica ultimamente oggetto di un restyling che ne ha riportato sapore e packaging ai fasti degli anni cinquanta.

E come dimenticare la gazzosa, gassosa, gazosa (ogni variante è ben accetta)? Se vi capita tra le mani, assaggiate quelle di Abbondio, aromatizzate alla menta, al ginger, o in versione Tonic.
O magari la Brasilena, che viene dalla Calabria ed è aromatizzata al caffé.
E se proprio non potete farne a meno, per una volta non staremo a fare i talebani del gusto se aggiungerete un filino di birra.

Noi qualche birra e gazzosino ce lo concediamo.
E voi?
Anche voi tra i nostalgici delle bevande amarcord?

[Immagine dal web: e ancora, una memorabile memorabilia sul chinotto da chinotto.com e un panegirico del sottoscritto da MonolocaleInCentro]

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lug  08
22
alle 09:00
da Fabrizio Gabrielli

Ultimo commento:

di tealdo il 01/1/70

Bravi! Il Chinotto Recoaro fa parte della mia infanzia, ma ogni cosa al suo tempo. Fantastica era...


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21 Commenti to “Cedrate, chinotti e spume: si stava meglio quando si stava peggio”

  1. marco dice:

    ogni tempo vive il suo tempo…tra venti anni ci sarà quello che dirà è!!! vent’anni fa….la vita è un mozzicarsi la coda

  2. Tommaso Farina dice:

    Le bibite di Abbondio hanno furoreggiato lo scorso novembre ad Agrifood Verona. Hanno anche coniato un prodotto che ricordo vagamente come correlato con l’assenzio.

    E in Canton Ticino sono dei veri maestri con la gassosa, sia normale che al gusto di mandarino o simili.

  3. Tommaso Farina dice:

    Confermo, visto adesso su abbondio.it: si chiama Folie, è una gassosa all’assenzio in versione moderatamente alcolica.

  4. Anonimo dice:

    Ahpperò.
    Assaggiata oggi, invece, la Gassosa Lurisia, che si dice essere LA VERA Gassosa e che, di questo va reso atto e merito, è buona pulita e giusta grazie alla presenza del Limone Sfusato di Amalfi, Presidio Slow.
    Ancora non ho stappato, invece, il VERO Chinotto, sempre Lurisia e fatto con il Chinotto di Savona, altro Presidio.
    Entrambe prodotte ed imbottigliate negli stabilimenti di Abbondio.
    Però nutro dei dubbi sul fatto che il VERO Chinotto non sia il Neri!

  5. Franco Stefano Colombo dice:

    La risposta di Marco chef è piu’ che banale. Anche se per ciascuno di noi i tempi della giovinezza sono (ma non sempre) i piu’ belli e quelli che scatenano grandi nostalgie, vi sono delle epoche storiche migliori di altre.
    Vi sono periodi di grande creativita’ ai quali ne seguono altri di decadenza ed e’ chiaro che chi visse il dopoguerra pieno di speranze, illusioni e obbiettivi da raggiungere, mal si adatta ad accettare l’epoca attuale fatta di giovani che per divertirsi devono attendere l’after degli after e ridursi a spregevoli residui umani urlanti, come quelli che vedo io ogni mattina verso le 7, quando mi reco al lavoro sull’isola cosi’ famosa dove vivo da trent’anni.
    Noi ballavamo e ci divertivamo un sacco, senza cracks, senza coca, ma con i semplici chinotti o con qualche ottimo Negroni e le stupende canzoni, non soltanto di Mina, ma di tutti i grandi Artisti dell’epoca che lasciarono un profondo segno nella nostra cultura e nelle nostre menti.
    Grazie per l’attenzione.
    Franco Stefano Colombo – Santorini (Grecia)

  6. paolino dice:

    Potrei consigliarti la SPUMA PAOLETTI SE VIENI DALLE PARTI DI ASCOLI PICENO. Uno spettacolo e se poi la bevi insieme alla frittella di Pippo delle Caldaie (chiuso da almeno 35 anni) è lussuria allo stato puro!!!!!!!!!! che magici ricordi di 30/35 anni fa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. lucia dice:

    Il Chinotto San Pellegrino, che ora si chiama Chinò è ancora eccellente. La cedrata Tassoni è molto più buona della Lemonsoda, la spuma nella mia città e in tutto il veneto è praticamente introvabile, la gassosa si trova ancora, ma non nei bar, ma nei supermercati in bottiglie da 1,5 litri: la produce la San Benedetto di Scorzè, in linea di massima. Così come una bevanda analcoolica e priva di zuccheri” che si chiama “Ginger” di colore rosso e porta il marchio “Guizza” di Scorzè.

  8. lucia dice:

    E l’acqua brillante recoaro, chi se la ricorda? Si trova ancora in giro o è stata soppiantata dalla schweppes?

  9. ManuCIAO! dice:

    Ha ragione Tommaso Farina quando dice che i maestri della gassosa sono i Ticinesi! lì èproprio buona buona!!!

  10. emilio dice:

    I prodotti Abbondio erano, prima dell’avvento della nuova proprietà, fantastici.
    Consiglio a tutti una lettura dell’etichetta.

  11. Stefania C. dice:

    E le foto del mio settimo compleanno (1980), coronato da aranciata, gazzosa e chinotto “Sant’Ambrogio”! Grande! Al bando i RedBull!

  12. Margherita dice:

    La spuma Spumador esiste ancora,un must qui in Toscana con la cecina.
    La servono ai bar come spuma bionda o alla mela e credo che sia una delle cose più buone da bere.
    Anche l’acqua brillante recoaro esiste ancora,me la comprava sempre mio nonno e la teneva “in fresco” per quando passavo a trovarlo.

  13. Barbara48 dice:

    sono nata nel 1948 ed ho iniziato a lavorare,come impiegata ,commessa tutto fare nell’estate del 1963 in un magazzino rivendita di qualsiasi tipo di bevande in recipiente chiuso, quindi conosco tutte le bibite di marca”San Pellegrino,Recoaro,Lemonsoda,Oransoda,Tassonie già La Coca Cola e la Pepsi la facevano da padrone,ma nella zona di Bologna e provicia erano presenti le insuperabili aranciate,gazzose,chinotto “Tarozzi”naturalmente di produzione locale,che nostalgia!!!!,forse perchè avevo 15 anni…..

  14. Antonello dice:

    Io ero bambino negli anni 70. La cosa curiosa sai qual’è? Che ogni decennio precedente viene ricordato: i ‘60, ‘70, ‘80 e perfino i ‘90. L’epoca attuale, secondo te (voi) se la ricorderà qualcuno? Saluti spumeggianti…

  15. Bargio dice:

    Se ne volete sapere di + di quelle magiche bevande visitate il SUPER-SITO dedicato al CHINOTTO ed alle SPUME !!!
    http://www.chinotto.com

  16. lingham1971@yahoo.it dice:

    ho trovato vecchie bottiglie di gazzosa santambrogio chi mi sa dire di piu’ vedo dal fondo che era degli anni 55 saluti

  17. lingham1971@yahoo.it dice:

    conoscete anche l’aranciosa( neri) so’ solo che era o è di Roma

  18. Fabrizio Gabrielli dice:

    ciao Lingh, sulle santambrogio ci si documenterà.
    L’aranciosa Neri (che è di Capranica nel viterbese, non di Roma) è stata recentemente re-immessa sul mercato.
    Evviva il vintage.

  19. anna dice:

    La Spuma Paoletti e la Spuma Appia a quanto sono riuscita a reperire erano la stessa cosa…è il Signor Paoletti di Ascoli l’ultimo produttore di Spuma (la spuma Appia, appunto) mentre uno dei pochi bar che ancora servivano la suddetta spuma era il BAR NECCi, a Roma, nel Pigneto.
    Lo stesso BAR NECCi in cui Pasolini passava i pomeriggi e vi giro’ anche alcune scene di “Accattone”…
    Lo stesso BAR NECCI ke è stato dato alle fiamme due notti fa, da ignoti (VERGOGNA!)
    Di professione faccio la giornalista e stavo appunto dando la notizia dell’incendio al Bar Necci quando mi sono persa, link dopo link, nel mondo delle spume & co…

    QUI il LINK Al MIO ARTICOLO SUL BAR NECCI:
    http://bynight.excite.it/news/17525/In-fiamme-il-Bar-Necci

    Noto con piacere inoltrev che tra tutti i prodotti sopra-citati compare la mitica BRASILENA..
    Sono Calabrese, di Catanzaro, la Brasilena viene prodotta a poco dal capoluogo..e vi assicuro che qui è un vero CULT.
    I produttori avevano provato a metterla in commercio in LATTINA ma le vendite non andavano poi così bene come la prima versione, in bottigliette di vetro..
    ecco perchè oggi la si rivende in BOTTIGLIETTE e va a ruba! Trovarla d’estate nei supermercati è un’impresa!
    PEr chi passasse dalla Calabria, consiglio vivamente d’assaggiarla…
    Un Saluto a tutti..

    Anna

  20. Fabrizio dice:

    Ciao Anna, certo che il Bar Necci in fiamme è davvero un pezzo di noi che se ne va.
    Sei una spumofila, chinottofila e brasilenofila, noto con piacere. :)

  21. tealdo dice:

    Bravi! Il Chinotto Recoaro fa parte della mia infanzia, ma ogni cosa al suo tempo. Fantastica era la prima Coca Cola, che una volta aveva comunque un gusto diverso, quando era SOLO in bottiglia di vetro e rappresentava una conquista del dopo guerra. Ricordo ancora sulle piste de Sestriere, quando tra una sciata e l’altra, nei primi anni ‘50, dal distributore posizionato in mezzo alle piste (una cosa fantascientifica per quei tempi!!!) potevo servirmi di una bottiglia da 50cc e berla, mentre fuori c’erano – 10/-15°. Un piacere pazzesco!
    Quando era estate potevo invece gustare il Mottarello Motta di cioccolato e mi bevevo il Chinotto Recoaro, alternando uno all’altro, anche tre/quattro in un pomeriggio. Non capisco veramente le scelte di marketing delle grosse aziende, come la S. Pellegrino, che ha relegato il Recoaro in zone limitrofe alle fonti; anzi, le capisco benissimo, anche troppo! Che non li faccia dormire di notte, al pensiero del Recoardicidio perpetrato!

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