Peperosso consiglia.....

Cinque formaggi da perdere la testa senza aprire un mutuo

Il Castelmagno e il Bettelmatt sono formaggi.

Ma sono anche un pezzo di storia dell’arco alpino e dal pizzicagnolo si portano via un pezzo del vostro portafogli.

Ma una buona toma d’alpeggio come il Maccagno biellese vi toglie la voglia di sapori di montagna e potete anche offrirlo orgogliosi agli amici. Certo non portate in tavola la Rolls-royce del formaggi italiani (come il cuoco Gianfranco Vissani ha definito il Bettelmatt), ma viaggiate comunque in un a comoda berlina superaccessoriata con lo stereo che spara i Red Hot Chili Peppers o, a scelta, il Nabucco di Verdi.

Non state servendo il festival di Sanremo, per capirci.

I grandi formaggi che costano fatica a chi li produce, costano inevitabilmente a voi denari sonanti. Ma ci sono sudori famosi e ben pagati e sudori che si affacciano ora al mercato e sgomitano, anche con prezzi ragionevoli, per raggiungere la fama meritata.

Quindi tra un grande pecorino toscano e un ignoto pecorino marchigiano dei Monti Sibillini o abruzzese del Parco nazionale, gettatevi sui secondi pregustando tutta la carezza del latte dei pascoli appenninici.

Le cremose e potenti robiole di Roccaverano e di Mondovì sono pronte per accontentare i palati che a tavola di solito dicono che i francesi loro sì…
Con le robiole state davvero picchiando duro e salvando la nazione.

Poi giocate la carta dei conquistatori in doppiopetto e sfoderate la burrata di Andria: fuori pasta filata, dentro panna e ritagli di mozzarella fior di latte. Nessuno resiste. Nemmeno voi: è già finita, tornate a comprarne dell’altra.

Infine chiudete gli acquisti in potenza con uno dei più grandi formaggi siciliani: il Ragusano, anche il migliore ha pietà del portafogli e vi permette di portare in tavola tutta la sapidità e i profumi della Magna Grecia.

Condite rigorosamente con l’olio extravergine d’oliva di tonda Iblea (una varietà di olive siciliane) e ringrazierete di aver acceso il computer e di essere passati di qua.

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mar  08
14
alle 09:30
da Michele Marziani

Ultimo commento:

di Nicola il 01/1/70

Da comprare assolutamente il Pecorino di Farindola Pres.Slowfood.
Unico al mondo, perchè fatto ...


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7 Commenti to “Cinque formaggi da perdere la testa senza aprire un mutuo”

  1. Martina dice:

    Sono solo formaggi MOLLI… io preferisco il classico PARMIGIANO REGGIANO!!!:))))

  2. dredd66 dice:

    Formaggi molli??? Ma hai assaggiato il Castelmagno??? E’ una prova ontologica dell’esistenza di Dio, come diceva sant’Anselmo!!

  3. dartanha dice:

    Ciao! apprezzabilissimi i consigli sui formaggi.
    Aiutami un po’. Vivo da poco a trieste. Mi sai consigliare qualcosa? Partiamo pure dai formaggi, ma qualunque idea è ben accetta…
    Grazie!

  4. Fabio dice:

    Ciao ragazzi/e,
    viva tutti i formaggi italiani… siamo più completi e variegati dei famosi francesi che hanno solo un bel marketing e packaging… provate un bel taleggio a latte crudo, un bel parmigiano delle vacche rosse stagionato 36 mesi o più… un pecorino di grotta (vero..non cella frigo)… uno strachitunt bergamasco…una bella burrata..una vera mozzarella di bufala… un vero burro da crema di latte…non è campanilismo è verità.. ciao

  5. luigi dice:

    mai assaggiato il formadi cjoc?solo in FRIULI in questo periodo è stupendo.

  6. jessy dice:

    Da brava abruzzese sostengo il nostro pecorino, decisamente un altro passo rispetto al più famoso romano. Finalmente non il solito blog che parla di delusioni d’amore e cuori solitari.. complimenti!

  7. Nicola dice:

    Da comprare assolutamente il Pecorino di Farindola Pres.Slowfood.
    Unico al mondo, perchè fatto con caglio di suino. Questo formaggio è fatto dalle donne, tant’è vero che su ogni forma compare il nome di chi l’ha fatto; nel mio caso sono Sara e Liliana.
    Da citare anche il fantastico Puzzone di Moena o Spretz Tzaorì (in ladino), il Piacentinu ennese (con zafferano e pepe in grani), il Bitto che, se ben conservato, può invecchiare per 2 lustri!
    Potrei continuare per molto tempo ancora, ma non me la sento più. Scendo in cucina!
    Ciao ciao

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