Colazione di Pasqua…che pizza?

Tra meno di due settimane è Pasqua.
Che pizza!, esclamerà qualcuno poco entusiasta delle festività .
Che pizza?, si domanderà invece qualcun altro, davanti al dilemma di quale Pizza di Pasqua scegliere per la sua colazione, quella – insomma – tradizionalmente composta (almeno nel Centro Italia) da uova sode, salame rigorosamente corallina, uova di cioccolato, coratella coi carciofi.
Per meglio orientarci, quindi, Peperosso vi suggerisce una carrellata di Pizze di Pasqua, da Nord a Sud.
A Bolzano tradizione vuole che si banchetti con la Fochaz, soffice focaccia insaporita da semi di anice, la cui esistenza è attestata già da documenti del XV secolo sotto il nome di fogatzon. Nasce salata per poi divenire, adattandosi ai gusti soprattutto dei bambini che la ricevono in dono per Pasqua, dolce.
A Trieste, invece, il pane pasquale per antonomasia è la Pinza – da gustare affiancato dal prosciutto cotto in crosta di pane.
Ma è soprattutto in Umbria e Lazio che la Pizza di Pasqua raggiunge l’apice.
Ne sono esempi lampanti la Torta al Formaggio umbra, una sorta di ciambellone a forma di panettone nel quale il formaggio spicca in maniera preponderante – dacché è preparata con parmigiano e pecorino grattugiati più pecorino fresco a scaglie. Accanto non sfigurano i cojoni di mulo.
Nell’alto Viterbese, invece, la Pizza di Pasqua è un dolce-non-dolce, dal sapore speziato (cannella, anice) e leggermente alcolico (rhum, alchermes). Così come a Civitavecchia, dove la Pizza di Pasqua è probabilmente l’unico aggancio al retroterra saraceno, e le spezie si avvertono, almeno qua, in maniera molto molto decisa.
Da Gaeta in giù, poi, entriamo nell’impero del Casatiello.
Ma quella è un’altra storia.
Foto | Chiara Romiti
da Fabrizio Gabrielli
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