Dieci ricette della tradizione milanese si fanno Déco

Devo essere sincero. Quando ho sentito parlare di Costoletta Déco ho subito immaginato geometrismi spinti ed architetture in acciaio inox. Se è vero che la cucina è arte – come non ci si stanca mai di sottolineare – il sillogismo era presto fatto: cucina déco = art déco.
Invece per de.co non si intende uno stile artistico, quanto piuttosto la Denominazione Comunale che il Comune di Milano ha previsto per tutelare i piatti della sua tradizione.
“Milano è una delle poche metropoli del mondo – spiega l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo – ad avere una cucina propria, fortemente legata alla sua storia e alle sue tradizioni. Con la vittoria di Milano quale sede dell’Expo 2015 il nostro obiettivo è di far diventare la nostra città capitale del food e rendere riconoscibile e unico il MilanStyle”.
Notevole anche il modo con cui storia e tradizione si mescolano con l’anglicismo spinto delle parole food e MilanStyle.
Che volete, la nostra società è un meltin’pot…pardon, una cassoeula!
Ma andiamo a vederli nel dettaglio i faboulous ten che si fregiano del marchio De.Co.
Schierati attorno al logo, in senso orario, troviamo il risotto alla milanese, il panettone, la barbajada, il minestrone alla milanese, la michetta, il mondeghili, la costoletta ultima arrivata in ordine cronologico, il rostin neg’aa, l’ossobuco e la cassoeula.
Per chi non fosse esperto di ricette meneghine, il Comune di Milano offre anche delle schede tecniche.
Capito, testine?
da Fabrizio Gabrielli
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