Frutti dimenticati per incontrare la genuinitÃ
E’ possibile che l’enogastronomia, regno di “trimalcioni” insensibili, che per la gola non esitano a sacrificare anche gli agnelli, si trovi in sintonia con il mondo del verde e degli amanti dell’ecologico, naturale e genuino?
Niente di più semplice che andarlo a verificare nel terz’ultimo weekend di ottobre in quel di Casola Valsenio in provincia di Ravenna. Paese romagnolo che proprio il 18 e 19 ottobre prossimi, oltre a festeggiare i frutti dimenticati, ovvero azzeruole, noci, avellane, prugnoli, mele della rosa, corniole, melegrane, corbezzoli, giuggiole, pere volpine, cotogni, marroni e nespole, con l’occasione accoglie anche gli amanti delle tipicità gastronomiche allestendo appositi stand dove gustare anche altre prelibatezze del territorio.
Insomma una doppia occasione per scoprire o riscoprire piante e frutti quasi scomparse dalla nostra quotidianità e dai banchi dei supermercati e, dall’altra, fare la conoscenza con il sangiovese di Romagna, la Cagnina, il Pagadebit, dell’Albana e del Trebbiano. Questo per i vini, mentre, per la carne, si può scegliere il Castrato di Romagna o le bistecche della Mora romagnola.
Ma su questo capitolo, visto che l’animo degli ecologisti potrebbe risentirne, meglio non dare troppo peso e concentrarsi sui prodotti della terra.
Come appunto i frutti dimenticati con i quali i Casolani ottengono meravigliose marmellate da abbbinare ad altrettanto gustosi formaggi quali il pecorino romagnolo o il formaggio di fossa. 
Infine, per i più esigenti e raffinati, da non trascurare qualche tartufo dei vicinissimi Appennini faentini o i ghiotti porcini.
Insomma una festa per tutti i gusti e per tutte le sensibilità per un weekend al di sopra dei diversi stili di vita che in ogni caso, a Casola Valsenio, possono trovare più di un punto d’incontro…specie a tavola!
da Strami
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