Hotel Terme delle Nazioni quattro stelle,vere
Trovandomi a dover girare su e giù per i colli Euganei per un compito redazionale che dovrebbe andare in stampa a mo’ di guida, per prima cosa si è trattato di scegliere una base in un paese che fosse più o meno al centro di quella zona collinare del Veneto che si alza come un arcipelago nel mare della pianura padana … definizione wikipediana che condivido e prendo a prestito.
Un posto confortevole per dormire fuori casa, dunque, che non fosse troppo oltre il budget dell’editore e che permettesse di alternare anche un po’ di relax alle fatiche di chi, perdendosi in paesaggi del tutto insospettabili per la loro bellezza, deve poi raccontare fatti, o misfatti, dell’enogastronomia e dell’ospitalità turistica.
Bene, dopo un primo hotel, che sulla lavagna andrebbe segnato fra quelli senza lode alcuna, essere maldestramente operativi prima che i lavori di ristrutturazione siano completati non credo aiuti il rientro dell’investimento che pur si notava a profusione, la riselezione è caduta su un altro quattro stelle della stessa Montegrotto, scelta come cittadina di partenza per il tour di lavoro.
Il nome è di quelli che magari non vanno bene ai moderni uomini marketing, tutti proiettati nell’english current, anzi, forse è anche un po’ ancient ma un nome come Hotel Terme delle Nazioni, personalmente, da ancora l’idea di un posto dove chi ci lavora, e non da ieri, conosca quanto e cosa valga l’ospitalità .

A dirigere e supervisionare, oltre ai professionisti di rito per una struttura termale come l’Hotel Terme delle Nazioni, la signora Giulia Zanettin affiancata dal suo consorte Thomas Radig che, con grande affabilità , sembrano riconoscere tutti gli ospiti come amici che arrivano nella loro grande casa anche se è la prima volta che vi si mette piede.

Piedi carezzati dai vecchi persiani della hall, dalle morbide e insonorizzanti moquette dei corridoi e delle camere, dal tappeto erboso del prato che circonda la zona delle piscine o dai lucidi pavimenti delle diverse zone welness.
Che in questo caso, a dispetto di parola anglofona, che pure come vocabolo è di casa nell’hotel della signora Giulia, descriverei con l’italico: star bene.
Anche a tavola. Cosa non sempre facile quando si pranza nei grandi alberghi e la brigata di cucina deve far di conto con esigenze e gusti di qualche centinaio di ospiti.
Accuditi, per altro, da un Sandro Brinafico, oggi restaurant manager, che mi ha riportato al tempo in cui queste figure si chiamavano primo maître d’hotel e che potevano discorrere al tavolo degli ospiti solo dopo aver salito tutta la scala della carriera, dal commis trancheur in su.
Il quale, per prima cosa, doveva capire con un sguardo e senza essere indiscreto, cosa e quando portare quel che serviva in tavola, di corsa ma senza correre.
Un piatto di carne, per essere tagliata, ha bisogno del coltello e se non è sul tavolo, alla tua destra, dev’essere solo perchè sei mancino.
Salvo che il primo maître non abbia già intuito anche quello e, girate le posate, ti faccia sentire come a casa. O meglio, a ” casa ” della signora Giulia.
da Strami
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di il 01/1/70
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agosto 27th, 2008 at 21:30
io sono stato nella zona . e in alberghi molto belli precisamente a galzignano terme .
ma la cosa più interessante non è scritta
il prezzo della camera , io sono agente di
commercio (enasarco) se è riconosciuto .
distinti saluti .
piergiorgio zucchi
settembre 1st, 2008 at 12:59
Caro Piergiorgio, chiedo venia, è vero non ho indicato il prezzo della camera. Rimedio allegandoti il pdf con i prezzi dettagliati :
http://www.termedellenazioni.it/pdf/price_list_it.pdf
In ogni caso credo che se, dopo aver telefonato, chiederai della signora Giulia, cortese e attenta titolare dell’hotel, non mancherà di trovare la soluzione migliore anche per un … Enasarco.