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I vegetariani che ce le suonano e la Vegetable Orchestra


Azzardavo l’ipotesi di azzannare canguri ed ecco che, con disarmante semplicità, il vegetarianesimo spunta come soluzione a tutti i mali (a Silvia bastano cinque parole).
Non c’è che dire, i vegetariani – quando tirati in ballo da carnei discorsi – ce le suonano.

Ed in tema di sonorità e cavolfiori, chi meglio della Vegetable Orchestra riesce a mettere semibiscrome a forma di ravanello e sedani intrecciati a mò di chiave di violino su di un pentagramma?

La Vegetable Orchestra compie quest’anno due lustri di vita. Dal 1998, infatti, l’Ocean Orchard’s Eleven gira per il mondo (e produce dischi) affascinando apparati auricolari e stuzzicando palati.
Ogni concerto della Vegetable Orchestra è un tributo alla stagionalità ed alla territorialità prima che uno spettacolo polisensoriale.
La mattina, prima dell’esibizione, l’ensamble sceglie personalmente, al mercato, le verdure che diverranno strumenti (verdure locali e di stagione, ovviamente).
Poi, con artigiana perizia, fanno di ogni melanzana una nacchera, di ogni peperone una tromba, di ogni carota un flauto e di ogni porro un violino.
Dopodiché, suonano.
E a fine concerto, dacché della verdura, come del maiale, non si butta niente, preparano fumiganti zuppe i cui effluvi si spandono per la music hall.
Da accompagnare, rigorosamente, con il celeberrimo pane della Barbagia.
La carta musica.

[Foto: via Mentelocale.it]

Vienna Vegetable Orchestra Official Website

Alcune esibizioni (Via Youtube)

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ago  08
25
alle 09:00
da Fabrizio Gabrielli


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