Il Quinto Quarto

“Il signor Leopold Bloom mangiò di gran gusto le interiora di quadrupedi e pollame. Gli piacevano la densa zuppa di frattaglie, i ventrigli callosi, il cuore arrosto farcito, fette di fegato impanate e fritte…”
(James Joyce, Calypso, in Ulysses, 1922)
Emulare Leopold Bloom, once in a lifetime, si può.
Specie se sabato 2 febbraio vi trovate dalle parti di Fregene, litorale romano.
Quel giorno, infatti, una connection d’eccezione tra le Condotte Slow Food di Fiumicino, Ciampino, Civitavecchia e Morene del Garda (BS), e con loro la Fattoria dei Colli Storici, organizza una cena dedicata a quei tagli, tipici dell’antica tradizione culinaria, oggi poco conosciuti, scarsamente utilizzati e fors’anche dimenticati che passano sotto il nome di “Quinto Quarto”.
D’altronde, dire Quinto Quarto è anche dire “consumo etico”: basti pensare a quanto ben di Dio, durante la macellazione, viene immeritatamente rilegato ad un ruolo secondario.
Ecco allora il momento del riscatto per animelle, trippe, lingue e rognoncini, cucinate per l’occasione dall’allevatore slash macellaio slash filosofo della frattaglia Massimo Castrini.
Per gli aspiranti Ulisse che non vogliono farsele sfuggire, maggiori informazioni ad un passo di clic.
[nell'immagine, "Leopold Bloom ate with relish the innero organs of beasts and fowls" di Alex Itin]
da Fabrizio Gabrielli
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