Radicchio di Castelfranco
Dopo l’esplosione del fiore d’inverno, appellativo riservato al tardivo di Treviso, è ora la volta di un’altra interessantissima cicoria che da povero alimento contadino è diventata nobile radicchio: il variegato di Castelfranco IGP. Altro “fiore” invernale presente sulle tavole, da dicembre a marzo, nelle infinite creazioni dei maghi dei fornelli o, più semplicemente, ispirate dalla tradizione gastronomica delle campagne venete. Una storia lunga centinaia d’anni che ha reso celebre le gustose foglie di questa erbacea, cichorium intybus, sottoposta alla tecnica della forzatura.
Foglie che non si chiudono a palla su se stesse ma rimangono in posizione eretta di colore bianco crema con variegature che vanno dal viola chiaro al rosso vinoso. Ognuna di esse sembra avere un suo sapore, se assaggiata cruda nell’insalata, mentre, una volta riassemblata con le sorelle del cespo nei diversi modi di cottura, da vita ad una concertante sinfonia di sapori: mix di dolci e amari, di morbide sapidità o croccanti delizie. Soprattutto dopo aver tagliato in strette striscioline le carnose foglie, scottate in padella con un filo d’olio extravergine e condite con un pizzico di sale non prima di averle “asciugate” con una salvietta di carta.
Altra variante coreografica, la si ottiene preparando, prima, un risotto a base di radicchio variegato che andrà guarnito, sempre con le striscioline di cui sopra, ma, questa volta, lasciate soffriggere fino a renderle ancora più croccanti. Per la preparazione del risotto, anziché tostare il riso nella base di variegato, cipolla soffritta, olio sale e pepe, si provi a cuocere il riso in una sorta di zuppa di radicchio. Nel tegame, a crudo, vanno messi i cespi di radicchio, uno scalogno finemente tritato, un quarto di spicchio d’aglio, olio, pepe, un generoso bicchiere di prosecco, un paio di bicchieri di brodo vegetale. Per il secondo, non vorrei esagerare, ma se cuocete una paillard e la servite su un letto di radicchio aromatizzato con del balsamico tradizionale il pranzo è servito e …Chiara non me ne voglia.
da Strami
Ultimo commento:
di Markco il 01/1/70
6 ristoranti di Padova e provincia (che fanno riferimento all'ass...
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gennaio 12th, 2008 at 12:42
Un suggerimento in più??
Nel soffritto scioglieteci anche una acciughina che ci si sposa alla perfezione!!
gennaio 13th, 2008 at 08:26
ottima la ricettina del radicchio in padella da provare perchè m’intriga, il risotto è una golosità che mi concedo spesso buona giornata
gennaio 14th, 2008 at 17:05
Grazie per l’augurio e visto che l’idea ti ha solletica prova anche con il tardivo di Treviso che , volendo, dopo averlo ridotto in listarelle potrebbe essere fritto in padella insieme a qualche costoletta d’agnello impanata . Ovviamente quando quest’ultime siano già prossime a fine cottura.
gennaio 16th, 2008 at 17:30
giusto perché si parla di radicchio veneto e di risotto… vi segnalo che domenica 20 gennaio a Maserà di Padova (piazza del municipio) si tiene la mostra-mercato del radicchio Bianco Fior di Maserà dalle 10 alle 19. In più, alle 16, c’è la degustazione del risotto..
gennaio 18th, 2008 at 05:42
Grazie della segnalazione caro Markco . Il bel tempo sia propizio !
gennaio 23rd, 2008 at 12:48
..sono in via di segnalazioni!
6 ristoranti di Padova e provincia (che fanno riferimento all’ass. RistoraNtori Padovani) dal 2 febbraio al 6 maggio ospitano la rassegna “Radicchio & Radicchi”. Propongono ricette preparate con: Radicchio Variegato di Castelfranco, Radicchio Rosso di Treviso Precoce, Radicchio Rosso di Treviso Tardivo, Radicchio Rosso di Chioggia e Radicchio Rosso di Verona.
Per info: 800.51.00.52