La Duchesse de Bourgogne, la birra regina di Borgogna

Se dico Duchesse, cosa vi viene in mente?
No, non stiamo parlando di patate.
Ma di birra.
Più precisamente della Duchesse De Bourgogne della Brasserie Verhaeghe di Vichte, ad un tiro di schioppo da Brugge, Fiandre Occidentali.
La “regina dei Burgundi” – così è altresì nota la Duchessa in questione – è un blend di ales invecchiate dagli otto ai diciotto mesi, sottoposte ad un processo di rifermentazione in botti di rovere.
Con poco meno di nove euro vi assicurate la settantacinque centilitri. Ed un tuffo in Borgogna.
Il primo impatto, quello visivo, già lascia prefigurare spunti interessanti: la Duchessa si presenta d’un bel rosso carico, tendente al bronzato. Una schiuma leggera e cremosa v’accompagnerà per buona parte del sorseggiamento.
Al naso si presenta abbastanza acidula, acetica, sebbene il Verhaeghe – nella versione destinata all’esportazione – tende ad alleviare tali toni per mezzo di dolcificanti. Provare la versione alla spina – magari in uno dei tanti locali di Brugge che iniziano per ‘t – può far capire la differenza.
All’assaggio esplodono fragranze di prugna, frutta secca, ciliegie sullo sfondo del sapore tostato del malto. A tratti avvertibile anche le note della barrique.
Da sorseggiare – perché no – sbocconcellando dei croccantini di frutta secca su pera, o una buona crostata di prugne.
E se poi vi capitasse di trovare, in bottiglia, da qualche parte, la Caves, ineguagliabile e semidimenticata birra di Lier brassata tempo fa sempre da Verhaeghe, datemi un fischio, please.
Ho un conto in sospeso con lei.
Foto | Flickr
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di marco il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







aprile 17th, 2008 at 18:09
una birra da meditazione in francia la degustavi con bassa gradazione nella così detta goûter con splenditi biscotti…che non ricordo il nome…alla mia età l’arterosclerosi galoppa