Mangiare come cavallette o mangiare LE cavallette?

La soluzione (o almeno un succedaneo) alla crisi alimentare è nell’aria.
Ma anche nella terra, o negli alberi di sago.
Così sostengono i luminari dell’Università dell’Ohio, che come sempre – in periodi di vacche magre, ma formiche grasse – tornano a celebrare i vantaggi dell’entomofagia. Insomma, del mangiare insetti.
Occhei, è solo questione di tabù culturali. Ma il gourmet occidentale saprà adattarsi?
Che gli insetti siano buoni e saporiti, con un elevato apporto nutriente ce lo siamo sempre sentiti dire, guardandoci bene dal toccare con mano (anzi, con papille gustative).
Eppure sembrerebbe che nel mondo non-occidentale siano considerati prelibatezze un piatto di larve di una farfalla gigante (in Messico), le formiche (in Colombia), le vespe (consumate nel riso in Giappone – sembrerebbero essere uno dei piatti preferiti dall’imperatore Hiroito, ma anche come additivo speziale in certi biscotti, quelli della foto).
E poi farfalle in pastella, tartine di cimici…
Già state storcendo la bocca?
Ma non eravamo noi quelli che impazzivamo per il Casu Marzu?
da Fabrizio Gabrielli
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