Melagrana e arista di maiale, idea che viene da Palmariggi

C’è un piccolo paese a pochi chilometri dal mare di Otranto che nel mese di ottobre, richiama sempre più visitatori e appassionati estimatori delle tradizioni gastronomiche delle quali il nostro paese è ricco.
Nel caso di Palamariggi, questo il nome del piccolo centro del Salento, il pratagonista di tanto interesse è un frutto tanto buono quanto sempre più difficile a trovarsi pur essendo proprio l’autunno la sua stagione: la melagrana o sita.
Così come viene chiamato nel paese pugliese di circa 1500 anime che diventano più di quarantamila durante la sagra de “Lu paniri te e site”, giunta alla sua 34° edizione e dove paniri, sta per ceste.
Una grande festa che impegna tutto il paese nella raccolta dei succosi fruttti che vengono offerti e proposti alle migliaia di ospiti che hanno scoperto questo angolo di sud dell’Italia.
Ciotoline colme dei semi di melagrana già belli che pronti da assaporare, liquori a base di melagrana, marmellate, gelati, dolci, ma anche carni e perfino le classiche orechiette. Condite proprio con una intrigante salsa di melagrana.
Frutto, o per megllio dire bacca, che meriterebbe ben più attenzioni proprio per la sua versatilità quale accompagnatore ideale di moltissimi altri ingredienti della nostra cucina.
Se volete un esempio, eccovi una ricetta:
stufate un porro, senza la parte verde e tagliato a rondelle, con tre cucchiai di olio extravergine d’oliva eppoi metteteci a rosolare un pezzo di arista di maiale. Bagnate il tutto con del bianco fruttato ma non barricato, e cuocete a fuoco moderato per 30 minuti circa a tegame coperto. Aggiungete i semi di un paio di melagrane e lasciate andare per un altra mezz’ora. Servite l’arista tagliata a fettine irrorandola con il sugo di cottura, meglio se lo avete fatto rapprendere un po’, e con una spolverata di pepe nero macinato al momento.
Sul piatto, infine, qualche seme di melagrana per completare l’opera.
A proposito, la festa de “Lu paniri te e site” di quest’anno è già andata ma se volete, e siete nel salentino, fate ancora in tempo per la festa de “Lu Porcu meo” a Muro Leccese o per la sagra de “La volia cazzata” a Martano. Mentre, per il prossimo week end, in quel di Ortelle, la grande festa della porchetta e delle mille altre specialità di un terra davvero generosa.
da Strami
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ottobre 19th, 2008 at 14:15
Complimenti per la ricetta,la proverò al piu presto-questo frutto STA SCOMPARENDO,un vero peccato ! ,come le nespole,i fichi,mele cotogne e tanti altri frutti-Agricoltori curate di piu queste piante,anche perche molti giovani nemmeno le conoscono-
ottobre 20th, 2008 at 06:52
Grazie per i complimenti e speriamo che il tuo invito sia raccolto.