Vini

Prosit di fine anno con il Monte Saline

Dopo i controlli sul pesce fatti in questi giorni di previgilia, nelle ultime ore di questo 2008, le pescherie dovrebbero vendere solo pesce freschissimo o comunque conservato come si conviene.
Per cui, chi ha scelto il pesce come tema per il cenone dell’ultimo dell’anno, ne approffitti.
Branzini, orate, rombi, dentici, rane pescatrici, anguille, scampi, gamberi e gamberoni, astici e aragoste, mazzancolle, pesce spada, ricciole, scorfani, gallinelle, razze, spatole, polipi, piovre, canoce, ricci e tartufi di mare, ostriche capesante, vongole …
Insomma quel che più aggrada visto che tutto dovrebbe essere sicuro.

Il dovrebbe è sempre d’obbligo, come ha fatto intendere pure Luca Zaia, ma non per il vino per accompagnare i vostri pesci:
un brut da uve chardonnay di vigne coltivate sulla sponda orientale e nord orientale del Garda.

Un italianissimo spumante che non ha bisogno di verbi al condizionale, fatto bene e nelle vere zone da bardolino e da chiaretto, delle quali vi ho già detto parlando de “Le Fraghe”, che risponde al nome di Brut Monte Saline.

Dalle cinque alle diecimila bottiglie, a seconda dell’annata, di pregevole perlage, deciso e persistente, di un bellissimo color paglia, brillante con riflessi che richiamano i colori dell’oro.

Colori preziosi come lo sono i profumi e i sapori di questo elegante spumante che ho conosciuto in quel di Cavaion Veronese, proprio a casa di una signora del chiaretto.
Quella Matilde Poggi che con tanta eleganza quant’è quella che si respira fra i produttori e il vino di questa parte d’Italia, durante una serata a base di Ro’don e del sapere di Angelo Peretti, parlando anche dei meriti dei suoi colleghi stappò un Monte Saline della Giacomelli Romano & C di Cavaion Veronese.

Azienda premiata da Bollicine d’Italia del Gambero Rosso ‘09 per l’ottimo rapporto qualità e prezzo anche per un altro suo interessante prodotto: un bardolino chiaretto, di uve corvina, molinara, rondinella, spumantizzato con il metodo classico.

Altre fragranze, rispetto al fratello di cui sopra e conosciute in diversa occasione: più vicine ai piccoli frutti come le fragoline dalle quali sembra prenderne il rosato più tenue di quando stanno per maturare.

Insomma “bollicine”, giallo oro e rosa tenue, entrambe da gustare anche se, per la verità, preferisco il più poliedrico brut.

In ogni caso, per non fare torto a nessun palato, direi di stappare l’uno per finire l’anno con il cenone di pesce, l’altro, un minuto dopo, per continuare il Capodanno.
Prosit !

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dic  08
31
alle 02:41
da Strami


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