Ricette della tradizione

Mostarda di cotogno , memoria rispolverata

Come scrivono i colleghi di Blogeko, le piante e i frutti caduti nel dimenticatoio per colpa di nuovi stili di vita sono moltissime. Alcune poi, sono diventate vere e proprie rarità sia per quanto riguarda la loro coltivazione, affatto remunerativa, sia per il loro consumo che non sempre può essere immediato. Vuoi perchè questi frutti hanno bisogno di un processo di maturazione particolare, vuoi perchè le loro caratteristiche fanno sì che sapore e gusto, risaltino solo dopo averli lavorati in cucina.
E’ il caso dei frutti del cotogno, pianta della famiglia delle rosaceae come il melo e il pero, che hanno la polpa troppo dura, poco dolce e allappante. Ovvero praticamente immangiabili da crudi ma di squisitezza unica se trasformati in cotognata, gelatina, ratafià e mostarda.
Di quest’ultima, eccovi un tipo di ricetta alla veneta, ottima per i primi freddi o per accompagnare formaggi come il mascarpone, la frutta secca e carni bianche bollite.

Coprite di vino bianco dolce 400 grammi di mele cotogne sbucciate e tagliate a fette, fatele cuocere e quando avranno raggiunto la morbidezza desiderata unite la stessa quantità di pere e 200 grammi di mele lasciando che il fuoco asciughi il tutto. Alla fine, pesate la frutta e incorporate tanto zucchero quanto il peso della frutta aggiungendo poi un etto di canditi di arancia e di cedro tritati. Fate cuocere ancora per altri dieci minuti e aromatizzate con gocce di essenza di senape in ragione della vostra sensibilità al piccantino. Fatto questo procuratevi un vaso o due e tentela da parte per quando vorrete aggiungere in tavola un po’… di memoria.

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nov  08
17
alle 10:15
da Strami


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