Polli, galline e capponi formato Ambrosoli

Che la gallina padovana, dal gran ciuffo o di Polverara che sia, entri a buon diritto nel novero delle tipicità padovane sta bene. Sta bene pure che, con le competenti associazioni di categoria, la camera di commercio patavina ne promuova l’immagine ma che si legga sui quotidiani locali che al Tecno bar & food, in corso a Padova, venga presentato in gran pompa il pollo al latte e miele nonché la nuova versione della gallina alimentata allo stesso modo, più che a un’eccellenza del “terroir”, fa pensare a qualcosa di artificioso e non proprio tipico e locale. Leggere poi che Erminio Alajmo, presidente degli esercenti dell’APPE, avrebbe palesato la possibilità che polli, galline e capponi al latte e miele, saranno destinati a rappresentare nel mondo le tipicità padovane, non conforta.
Delle due l’una: o la tipicità, arrangiatura non sempre facile di tipico, non rispetta proprio nessuna delle sue origini lessicali, per virar di bordo ad ogni giro di refolo modaiolo oppure qualcosa non collima con la storia della razza pennuta importata nel padovano ai tempi del chioggiotto Dondi dall’Orologio. Il quale, dati gli usi d’allora ma anche dei secoli a venire, non è immaginabile nel vederlo impegnato a consigliare ai contadini di somministrare latte e miele a polli, galline e capponi. Serviti, oggi dì, in veste promozionale al Tecnobar&food, insieme ad asparagi crudi e salsa di senape melata. Asparagi e senape che, come tutti sanno, sono il massimo della “tipicità” stagionale padovana nel mese di febbraio. O no?
da Strami
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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aprile 23rd, 2008 at 23:24
è notevole che nessun abbia commentato….
evidentemente chi la pensa come te, come me, non ha nulla da aggiUngere. chi invece avrebbe il dovere di rispondere non rispnde poichè il pollo latte e miele è INDIFENDIBILE!
aprile 24th, 2008 at 00:57
dimenticavo in realtà un commentino: visto che di inconsistenza e pura mediaticità banale son convinto si tratti, e che sarà destinata presto a dover essere sostituita con un’altra “trovata”, già mi preparo a vedermi proposto, a breve, il maialino (sic) burro e arance…
aprile 24th, 2008 at 08:02
Vuoi vedere che se c’è chi ritorna a leggere chi dico io ti ruba l’idea del suino a burro e arance ?
Usando, magari , i cinghialini dei colli Euganei
gennaio 30th, 2009 at 00:07
lettera aperta
Incredibile! La sorte dell’economia agricola padovana sottoposta al giudizio delle “papille gustative” ….dell’esperto del gusto!
Crediamo che i responsabili della Camera di Commercio e delle associazioni imprenditoriali di categoria, abbiano toccato il fondo! Messi in ridicolo da quel pollo “Latte e miele”, presentato nello stand della Camera di Commercio, al Tecnobar & Food in Fiera a Padova che, secondo gli inventori, dovrebbe ….conquistare i mercati mondiali. Una presa in giro, messa in atto, molto probabilmente, per mascherare le finalità di un progetto nato per altri scopi e che, per questo, ha trovato il sostegno, appunto, delle associazioni imprenditoriali di categoria.
Non passa giorno che dai politici e dalle associazioni di categoria, ci viene detto, con insistenza quasi persecutoria, che il negozio alimentare tradizionale è destinato alla chiusura, se non si diversifica dalla GDO, commercializzando dei prodotti di qualità.
In nome della tanto magnificata qualità degli alimenti, dobbiamo, giustamente, rispettare le leggi e leggine, riguardanti l’Haccp, la rintracciabilità, le certificazioni di processo e di prodotto, le denominazioni Dop, Igp, Doc, ecc. Anche se, alcune delle quali, più che tutelare il consumatore, sembrano tutelare gli interessi degli enti certificatori. Ed ora, tutto questo, si tenta di surrogarlo con la “nobile papilla gustativa” di qualche … esperto del gusto.
In sostanza, i commercianti e i negozianti, per poter sostenere che i loro alimenti sono di qualità, devono avere la …. certificazione “che sono buoni”, rilasciata da un … esperto del gusto, in quanto tutte le altre certificazioni previste per legge, non hanno più nessuna valenza.
Le associazioni di categoria si sono rese conto del disastro economico, a cui potrebbero andare incontro le nostre imprese, se fosse omologato dalle istituzioni un sistema di controllo della qualità dei prodotti basato sul gusto?
Un esempio per tutti. Il latte fresco di alta qualità ( secondo le norme di legge) di una nota e qualificata impresa che, attraverso una ventina di furgoncini, fa la consegna a domicilio, è stato considerato non di qualità dagli …. esperti del gusto, pagati dalla Camera di Commercio.
A questo punto, cosa dovrebbe fare il titolare dell’impresa? Ascoltare gli …. esperti del gusto, cessando la sua attività, per non incorrere in una ….. denuncia per frode commerciale? Oppure continuare sulla strada intrapresa, visto che la sua attività la svolge nel pieno rispetto delle leggi? A nessuno degli … esperti del gusto gli è venuto il dubbio che, il successo imprenditoriale e commerciale di un prodotto, scaturisce dal consenso dei consumatori? E non perché qualcuno, dopo aver assaggiato il prodotto ed intascato la parcella per la consulenza, dando la famosa pacca sulla spalla all’imprenditore, gli abbia detto: “ Vai tranquillo che il tuo prodotto è di qualità perché l’ho dico io?”
Quali potrebbero essere le reazioni dei consumatori nei confronti di quei prodotti con caratteristiche qualitative oggettive, previste dalla legge, però dichiarati non di qualità … dagli esperti del gusto? E, di conseguenza, quali potrebbero essere le conseguenze economiche per i produttori e i distributori di questi prodotti? Cosa ne pensano i responsabili delle associazioni di categoria e della Camera di Commercio? È possibile che i responsabili Camerali finanzino delle iniziative che, se attuate, potrebbero arrecare danno agli imprenditori e all’economia padovana? Questo è stato il motivo per il quale abbiamo ritenuto doveroso mettere in atto una protesta di sensibilizzazione per tutti gli operatori del settore, rifiutando di esporre i nostri prodotti nello stand della Camera di Commercio al Tecnobar & Food. Noi avevamo riposto tante speranze nel Tecnobar & Food, ritenendo tale manifestazione un mezzo molto efficace per far conoscere, con degli assaggi, i nostri prodotti innovativi con caratteristiche salutiste oggettive, comprovate da analisi rilasciate dall’Università di Padova. A proposito. Per quale motivo l’azienda produttrice del latte “Affresco” era presente solamente con la cartellonistica pubblicitaria e non con il prodotto? Forse perché il titolare, associato Coldiretti, assieme al suo presidente provinciale, fanno parte del consiglio Camerale? La partecipazione allo stand della Camera di Commercio “Padova da Gustare” non era riservata esclusivamente agli operatori del settore agroalimentare che avessero esposto i loro prodotti e fatto delle degustazioni?
Siamo interessati a conoscere il parere delle varie associazioni di categoria coinvolte nel progetto pollo “Latte e miele”. Per quanto ci riguarda, riteniamo nostro dovere invitare tutti gli operatori del settore a prendere le distanze da quelle associazioni che non operano nell’interesse dei loro associati.
postato, Padova lì, 25/02/08
Aggiunta di STRAMI
Come si usava un tempo adopero lo stesso foglio, così si risparmia la carta…
Ebbene caro Mauro, le considerazioni possono essere anche giuste o forse sbagliate ma, visto che tanto ne sai, qualche nome e cognome, compreso il tuo, avrebbe dato ancora più peso al tuo commento . O no?
Unico nome, quello commerciale di una marca di latte… pochino.
STRAMI
gennaio 30th, 2009 at 14:38
quì sotto riporto il testo della lettera aperta “INTEGRALE”
D.A.I.
Distributori Alimenti Identificati
destinatari:
Sig. Gianfranco Chiesa Presidente CCIAA
Sig.ri Consiglieri CCIAA
Sig.ri Revisori dei Conti CCIAA
Sig. Alessandro Selmin Segretario Generale CCIAA
Presidenti Associazioni di Categoria loro Sedi
OGGETTO: Incredibile! La sorte dell’economia agricola padovana sottoposta al giudizio delle “papille gustative” ….dell’esperto del gusto!
Crediamo che i responsabili della Camera di Commercio e delle associazioni imprenditoriali di categoria, abbiano toccato il fondo! Messi in ridicolo da quel pollo “Latte e miele”, presentato nello stand della Camera di Commercio, al Tecnobar & Food in Fiera a Padova che, secondo gli inventori, dovrebbe ….conquistare i mercati mondiali. Una presa in giro, messa in atto, molto probabilmente, per mascherare le finalità di un progetto nato per altri scopi e che, per questo, ha trovato il sostegno, appunto, delle associazioni imprenditoriali di categoria.
Non passa giorno che dai politici e dalle associazioni di categoria, ci viene detto, con insistenza quasi persecutoria, che il negozio alimentare tradizionale è destinato alla chiusura, se non si diversifica dalla GDO, commercializzando dei prodotti di qualità.
In nome della tanto magnificata qualità degli alimenti, dobbiamo, giustamente, rispettare le leggi e leggine, riguardanti l’Haccp, la rintracciabilità, le certificazioni di processo e di prodotto, le denominazioni Dop, Igp, Doc, ecc. Anche se, alcune delle quali, più che tutelare il consumatore, sembrano tutelare gli interessi degli enti certificatori. Ed ora, tutto questo, si tenta di surrogarlo con la “nobile papilla gustativa” di qualche … esperto del gusto.
In sostanza, i commercianti e i negozianti, per poter sostenere che i loro alimenti sono di qualità, devono avere la …. certificazione “che sono buoni”, rilasciata da un … esperto del gusto, in quanto tutte le altre certificazioni previste per legge, non hanno più nessuna valenza.
Le associazioni di categoria si sono rese conto del disastro economico, a cui potrebbero andare incontro le nostre imprese, se fosse omologato dalle istituzioni un sistema di controllo della qualità dei prodotti basato sul gusto?
Un esempio per tutti. Il latte fresco di alta qualità ( secondo le norme di legge) di una nota e qualificata impresa che, attraverso una ventina di furgoncini, fa la consegna a domicilio, è stato considerato non di qualità dagli …. esperti del gusto, pagati dalla Camera di Commercio.
A questo punto, cosa dovrebbe fare il titolare dell’impresa? Ascoltare gli …. esperti del gusto, cessando la sua attività, per non incorrere in una ….. denuncia per frode commerciale? Oppure continuare sulla strada intrapresa, visto che la sua attività la svolge nel pieno rispetto delle leggi? A nessuno degli … esperti del gusto gli è venuto il dubbio che, il successo imprenditoriale e commerciale di un prodotto, scaturisce dal consenso dei consumatori? E non perché qualcuno, dopo aver assaggiato il prodotto ed intascato la parcella per la consulenza, dando la famosa pacca sulla spalla all’imprenditore, gli abbia detto: “ Vai tranquillo che il tuo prodotto è di qualità perché l’ho dico io?”
Quali potrebbero essere le reazioni dei consumatori nei confronti di quei prodotti con caratteristiche qualitative oggettive, previste dalla legge, però dichiarati non di qualità … dagli esperti del gusto? E, di conseguenza, quali potrebbero essere le conseguenze economiche per i produttori e i distributori di questi prodotti? Cosa ne pensano i responsabili delle associazioni di categoria e della Camera di Commercio? È possibile che i responsabili Camerali finanzino delle iniziative che, se attuate, potrebbero arrecare danno agli imprenditori e all’economia padovana? Questo è stato il motivo per il quale abbiamo ritenuto doveroso mettere in atto una protesta di sensibilizzazione per tutti gli operatori del settore, rifiutando di esporre i nostri prodotti nello stand della Camera di Commercio al Tecnobar & Food. Noi avevamo riposto tante speranze nel Tecnobar & Food, ritenendo tale manifestazione un mezzo molto efficace per far conoscere, con degli assaggi, i nostri prodotti innovativi con caratteristiche salutiste oggettive, comprovate da analisi rilasciate dall’Università di Padova. A proposito. Per quale motivo l’azienda produttrice del latte “Affresco” era presente solamente con la cartellonistica pubblicitaria e non con il prodotto? Forse perché il titolare, associato Coldiretti, assieme al suo presidente provinciale, fanno parte del consiglio Camerale? La partecipazione allo stand della Camera di Commercio “Padova da Gustare” non era riservata esclusivamente agli operatori del settore agroalimentare che avessero esposto i loro prodotti e fatto delle degustazioni?
Siamo interessati a conoscere il parere delle varie associazioni di categoria coinvolte nel progetto pollo “Latte e miele”. Per quanto ci riguarda, riteniamo nostro dovere invitare tutti gli operatori del settore a prendere le distanze da quelle associazioni che non operano nell’interesse dei loro associati.
In attesa di una risposta, distintamente salutiamo.
Padova lì, 25/02/08
D.A.I.
Il presidente
Mauro Bortolato
gennaio 30th, 2009 at 15:17
Caro Presidente ringrazio per la sua puntualizzazione e com me credo anche i lettori ( non pochi ). Le auguro di avere soddisfazione e qualcuno le risponda.
strami.
p.s tuttavia, per esperienza, so che a volte le risposte non giungono.
Non è infrequente infatti che si lasci passare l’acqua sotto i ponti …
perchè le cose rimangono sempre uguali.