Prendete e mangiatene tutti… ma davvero tutti? Sull’ostia gluten free

Pasqua si avvicina, c’è chi lotta contro i deperimenti digiunistici ingollando Salvator e chi prepara i vessilli anti-agnellistici.
Ma in questi giorni sarà anche tempo di rievocazioni di cene eucaristiche, con un occhio a quando, di qui a qualche settimana, i bimbi riceveranno la prima comunione.
Anche in Spagna.
Dove, negli ultimi giorni, è scoppiata una polemica.
A Huesca, infatti, i genitori di un pargolo celiaco hanno presentato una petizione per far sì che loro figlio, anziché ricevere l’ostia tradizionale (quella cioé di pane azzimo di grano), possa ricevere un’ostia di mais gluten free.
S’è scatenato un polverone.
Secondo la Chiesa, infatti, l’uso di pane senza glutine non è “valido per l’Eucarestia“. Lo sottolinea anche la circolare “Questo Dicastero” firmata nel 1995 dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.
Al massimo è contemplata la Comunione attraverso il solo ingerimento di un sorso di vino.
E se i genitori del niño spagnolo non volessero che loro figlio ingerisca vino?
Inoltre, dacché il “vino eucaristico per celiaci” deve essere semplice “succo d’uva fresco”, il sacerdote dovrà predisporre due calici: uno di vino “buono”, l’altro di mustum.
Insomma, più che una Comunione sembra essere un regime d’apartheid.
La CEE (Conferenza Episcopale Spagnola, tra l’altro da poco in mano all’”ala dura”), così come l’omologa CEI, è ancora una volta nell’occhio del ciclone.
C’è già chi propone di modificare la formula eucaristica in un “prendete e mangiatene tutti… o quasi”.
(Nonostante tutto, a quanto pare, almeno in certe cose siamo più avanti noi degli spagnoli!)
(via www.eladerezo.com)
Foto | Flickr
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di Kris il 01/1/70
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marzo 20th, 2008 at 17:10
Il nodo della transunstazione è uno di quelli più controversi perchè dal punto di vista della chiesa la trasformazione dell’ostia in carne e del vino in sangue non va intesa come una metafora.
Certo che come il glutine sia un elemento fondamentale per questa operazione di cambiamento rimane un mistero forse più del dogma stesso.
marzo 20th, 2008 at 17:47
Alessandro, come si dice, “misteri della fede”…
Resta il fatto che l’intolleranza (quella alle soluzioni alternative più che quella al glutine) di certo sminuisce l’immagine ecumenica che la Chiesa cattolica vuole dare di sé.
marzo 20th, 2008 at 18:29
…ma… in realtà io conosco vari celiaci che alla Comunione ricevono tranquillamente l’ostia senza glutine.