Quelli che…amano le bionde (ma sposano le brune)

Le presentazioni.
A. ha sempre preferito le bionde, tanto a letto quanto nel bicchiere.
Per questo, quando trafelato m’ha preso a parlare di Lei sperticandosi in elogi dai toni entusiastici, un po’ m’ha sorpreso.
Mi dice “Immagina un incarnato dorato, il profumo d’un prato fiorito, di limoni succosi. Poi, ecco che sopraggiunge Lei, bruna, caramellosa. Come fai a resisterLe?”.
C’è voluto un po’, mitigando i toni testosteronici, a capire che stesse parlando delle sorelle Saint Feuillien. Blonde, la prima, Bruin (per l’occasione mantiene la dicitura fiamminga) la seconda. Entrambe vengono da Le RÅ“ulx, Vallonia nuda e cruda. Da quelle parti, nel 655, martirizzarono il monaco Feuillien, giunto dall’isola verde per predicare il Vangelo.
“Te la devo presentare, assolutamente” aggiunge.
In un men che non si dica, siamo invischiati in un ménage-à -trois.
Tastandola, poi…
(NB tastandola, ça va sans dire, viene da tasting…)
In controluce dai cristalli, riflessi rubescenti s’irradiano dal suo corpo generoso, coperto da una coltre schiumosa compatta e persistente. Ad ogni suo ondeggiamento emana essenza di liquirizia, caramello, malto tostato, suadente e sensuale.
Ti avviluppa calorosa e poi ti abbandona, lasciandoti quel retrogusto amarognolo di piacere inappagato.
E ad ogni sorso ti vien voglia di un altro, mentre fuori il tempo scorre, inesorabile, fin quando albeggia.
“Te l’avevo detto che era clamorosa”, mi dice A.
Il quale, come dopo il migliore degli amplessi, non resiste alla tentazione di uscire all’aria fresca, sorridente, ed accendersi una sigaretta.
da Fabrizio Gabrielli
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