Dov'eravamo

Se ben si beve, ben si mangia. Al Trovatore è regola

Non capita spesso di sedersi al tavolo di un ristorante e avere fra le mani una carta dei vini che offre verticali di Sassicaia dal ‘95 al 2004 o Brunello dall’ 80 in poi. Men che meno, annate di Tignanello, Barolo riserva Monfortina, selezioni di Pio Cesare e altre entusiasmanti etichette fino ai vini da meditazione. Ulteriore elenco dove, fra Dindarelli, Picolit e passiti di ottimo blasone, spiccano alcune annate di Sauternes Chateau d’Yquem.
Insomma, una lista di tutto rispetto che, aggiunta alla carta della cucina, fa del ristorante “Al Trovatore” di Graziano Mies un sorprendente punto d’arrivo per gli amanti della buona tavola all’insegna della tradizione ma pronta a tenere il passo, con puntuali ricercatezze gastronomiche, quando il bere sale di bene in meglio.

Gusti e sapori che tuttavia conservano la piacevole spontaneità dei prodotti di una terra immersa nelle generose campagne fra il Piave, il Livenza e il vicinissimo Adriatico di Jesolo e Caorle. Terra buona, anche se non mancano, qua e la, gruppetti di fabbriche e fabbrichette che vivacizzano la tranquillità del piccolo comune di Ceggia.

Paesotto con poco più di cinquemila anime dove, stando alle proposte de ” Al Trovatore”, non si è dimenticata la buona abitudine di stare con i piedi sotto il tavolo quando i rintocchi del campanile ricordano che è giunta l’ora di mangiare; anche agli indaffarati imprenditori del nordest.
Certo, specie di questa stagione, il menù di mezzogiorno è un tantino orientato verso piatti unici o poco impegnativi ma se dopo l’unicità di un paio di bigoli, conditi con delicato sugo di polpa di coniglio e verdure dell’orto, vi va di assaggiare anche un gustosissimo boccone di guanciale di vitella, brasato come si comanda dalla moglie di Graziano, signora Graziella, servito con carote e zucchine tagliate a ” foglia larga ” appena spadellate, vedrete che non è sempre vero che la leggerezza è da cercarsi fra piatti freddi o mozzarelle che, peràltro e se proprio volete, qui le trovate di ottima bufala verace, ordinata apposta.

Altri piatti serviti con la calura estiva, che mal si presta al filetto di cervo al Raboso del Piave che vien proposto quando l’aria si fa più fresca, il delicato coniglio al forno, l’insolita tagliata di pollo ( ruspante ) con pomdorini e rosmarino, sapidamente profumato, un carpaccio di cervo o le invitanti carni del maialino da latte, cotte a puntino.

Per finire, i dolci fatti in casa, come tutta la pasta dei primi, compreso un goloso “croccante” tutto da scoprire e che il figlio di Graziano, Massimo, nonostante la richiesta, non riesce proprio a portare in tavola se non a tutta porzione.
Segno che da queste parti, se mangiare bene si deve, si mangi! Con gusto e senza paura: lasciare sul piatto le cose buone si fa davvero peccato!
Ultima nota sui vini, la mescita è anche a bicchiere o, giusto per non tradire l’onesto spirito che, seppur raffinato, aleggia “Al Trovatore”, potete fidarvi di un Bosco di Olmè. Merlot del luogo che per un pranzo di lavoro, va più che bene e non disonora ne voi ne chi, di fianco e con più tempo, si fa servire un Grattamacco.

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lug  08
24
alle 07:30
da Strami

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di Un altro Vinitaly « Deep37.com il 01/1/70

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Un Commento to “Se ben si beve, ben si mangia. Al Trovatore è regola”

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