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La Greppia di Parma : ristorante oltre la Michelin

Capita, a volte, che la memoria torni in qualche ristorante dove si sono trascorsi momenti di genuino e impagabile piacere enogastronomico. Tracce, magari lontane, ma subito affioranti non appena ci si concentra e si “gioca” con la parte di memoria sensoriale legata al palato. per ricordi, che quando sono buoni per davvero, diventano incancellabili.
E quelli del ristorante “La Greppia”, in quel di Parma,lo sono. A partire dai tortelli d’erbette con solo un giro d’olio, per non interferire in alcun modo sulla sfoglia di pasta rigorosamente mattarrellata dalle donne della piccola ma invincibile brigata di cucina, o quelli di un rognoncino che pur avendo provato più volte ad imitarne la preparazione, non sono mai riuscito ad eguagliare. Bella scoperta, penserete, per uno che è solo una discreta forchetta e non chef provetto ma non è così. Anche altre e più blasonate tavole, non hanno lasciato lo stesso ricordo.

Tanto più che trovare pezzi di quinto quarto così sapientemente proposti è cosa sempre più rara. Per cui se state pensando anche a delle animelle saltate con fresche verdure, in alternativa al rognoncino o ai tanti altri piatti dei bei tempi andati, il posto è questo.

Tornando ai tavoli, il menù ovviamente non è tutto qui come del resto non si esaurisce nei soli tortelli l’offerta dei primi piatti ma prosegue nella fantasmagorica carrellata di paste fatte in casa preparate secondo la miglior tradizione parmense.

Alla guida della cucina, la signora Paola Cavazzini, un abbondantissimo plauso che va esteso pure al suo consorte.
In sala, Maurizio Rossi, saprà infatti accudirvi come meglio si conviene a chi ha fatto dell’arte dell’accoglienza, elegante e discreta, il motivo conduttore della sua professionalità.

Una sorta di marchio indelebile per un ristorante capace di suscitare emozioni e ricordi solo a pensarci. In una serata di metà dicembre, dopo un po’ di tempo da quando ci sei stato, dove torneresti se i 300 chilometri che ti separano dal desktop e dalla tastiera del pc, fossero un po’ meno.
E li, riassaporare sapori farnesi così veritieri, dolci compresi, che valgono più degli avari simbolini che trovate su qualche guida.
Carta dei vini più che all’altezza, ricca e curata, prezzo medio sui 40 euro, senza le etichette della cantina, prenotazione da farsi. I posti non sono numerosi e quasi sempre già occupati.

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dic  08
19
alle 08:09
da Strami


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