Uva spina e agnello per Takecareblog
Lodando le qualità salutari dell’uva spina dalle pagine del suo Takecareblog, Marina Morelli, alla fine del suo “Uva spina per ringiovanire”, facendo cosa assai gradita e fornendoci anche un’idea stimolante, suggerisce di chiedere a Peperosso qualche ricettina per gustare al meglio questa varietà di ribes.
Per cui, perchè non anticipare qualche eventuale richiesta dei suoi lettori e non parlare di questo frutto dagli acini di colore giallo, o verde pallido, dal sapore dolciastro, intrigantemente acidulo, ma poco usato in cucina e non facile a trovarsi sui banchi della frutta?
Fatto, quest’utlimo, imputabile anche alla poca memoria riservata a questa pianta specie per colpa di un degrado ambientale che l’ha praticamente cancellata dai nostri paesaggi cosa che invece non è avvenuto in Inghilterra, dove viene ampiamente coltivata per il puddings, e men che meno nelle campagne francesi.
Li, in cucina, resiste ancora lo charmant di questi frutti particolari e proprio da quei fornelli, viene la ricettina che i lettori di Marina, e di Peperosso, possono provare per preparare una epaule d’agneu à la crème de groseille.
Ovvero spalla di agnello con crema d’uva spina di cui trovate la ricetta dopo la foto.
Tagliate in pezzi regolari una spalletta di agnello e fatela rosolare nel burro, aggiungendovi un paio di cipolle affettate e 100 grammi di lardo, avendo cura di far dorare le une e l’altro.
Completate con un mazzetto di erbe aromatiche, sale e pepe q.b.
A questo punto bagnate il tutto con mezzo litro di brodo di manzo, se volete la leggerezza usate quello vegetale, e proseguite la cottura per mezz’ora.
Dopo i trenta minuti, incorporate due o tre etti di uva spina, che avrete pulita, lavata ed asciugata, e proseguite la cottura per altri venti minuti.
A cottura ultimata, passate il liquido di cottura attraverso un setaccio e riducetelo se troppo liquido.
Versatelo sull’agnello che andrà impiattato con la crema di uva spina ottenuta.
Per un dolce, meglio sentire Chiara e la sua creatività pasticcera.
Tutavia, nel caso i lettori di Takecareblog volessero finire fin da subito il loro pranzo con qualcosa di sfizioso e che ricordi l’uva spina, il suggerimento è per un bicchierino di Cassis de Dijon.
Liquore che non contiene uva spina ma tanto ribes nero, suo cugino.
Con il quale, sempre in Francia, si prepara anche una specialità che mixata con del vino bianco, diventa anche ottimo aperitivo.
Meglio conosciuto con il nome di Kir.
Per questo, però, meglio rifermarsi e chiedere a Gabrielli che di cocktails, ne sa più di me.
da Strami
Visualizza / Lascia un commento






