Oggi si stappa: Sette Note
Aperta senza la mia diretta responsabilità , per l’inveterata regola che con il pesce si dve bere un freddo vin bianco, la bottiglia di Albana d.o.c.g, stappata per accompagnare qualche mazzancolla saltata in padella con aroma di zenzero, si è invece rivelta per quel che era. Una bianco di tutto rispetto ma troppo freddo e anche poco ossigenato. Conoscendo l’influenza del batonnage e il ripasso in barrique, come usano fare Alessandro e Daniela quando “lavorano” il Sette Note, si doveva sospettare che bisognava fare attenzione.
Per cui, compreso l’autore dell’inappropriata sbloccatura, fermi tutti! Aprire un’altra bottiglia o pazientare finchè la complessità dei profumi e dei sapori di questo bel giallo paglia romagnolo, tornasse in temperatura e che l’aria di casa, forzata da una scaraffatura dovuta solo all’impazienza, tirasse fuori i “trascurati legni”.
Così è stato.
E i “legni”, decisamenti morbidi e avvolgenti, si sono rivelati lasciando però immutato il secco carattere dell’uvaggio. Grappoli d’uva che, per osservanza di serio metodo di lavoro, vengono raccolti uno per uno prima di essere diraspati e passati alle presse, per seguire, dopo il barrique, il loro destino: finire in bottiglia. Stappata, in questo caso, con poca attenzione ma che non ha perso tempo nel far capire, all’improvvido sommelier, chi comandava e quali sono le regole da osservare prima di sbloccare una bottiglia.
da Strami
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