La domenica speziale

La domenica speziale: Carvi

Fra le spezie più popolari dell’Europa centrale, anche se qualche purista lo definirebbe più come “aroma” che spezia in senso strettamente orientale, il carvi è figlio del carum carvi. Pianta erbacea delle zone temperate, facile a vedersi anche girando per prati montani nostrani, somiglia molto al cumino ma non ne ha per niente le stesse aromatiche qualità. A partire dalle foglioline giovani che sono ottime in insalate e minestre addolcite, a quel punto, dal sapore di anice. Anice mescolato a note di limone, richiamato più prepotentemente dai semi dai quali si ricava la spezia che piace tanto ai tedeschi, con il nome di kummel, alle genti dell’est europeo, gulash ungherese, e anche più a nord, dove preparano lo stobhach gaelach. Molto più sud, gli ospitali arabi lo mescolano al coriandolo e all’aglio per farsi una odorosa mistura chiamata tabel. Sia quale sia la latitudine, resta il fatto che il carvi con il suo sentore di anice e i profumi del limonene e del carvone, i suoi oli essenziali, è una spezia dall’uso estremamente versatile: dal pan speziato, ai crauti, dal formaggio alle carni o su un trito di cicoria belga saltata in padella con un filo d’olio, mezzo bicchiere di Corvo bianco, quattro capperi, un aciughetta sminuzzata e due spaghetti al dente. Divagazioni a parte, i semi di carvi li trovate interi e vanno macinati al momento dell’uso per lasciarne sprigionare l’essenza aromatica che non mancherà di stupire chi non lo conosce o chi, mangiatore di aglio, voglia “rinfrescarsi” l’alito masticandone qualche seme intero

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gen  08
27
alle 10:30
da Strami


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