Valpolicella: più regole che eccezioni
alt="" title="" width="200" height="300" />A dimostrazione che non sempre si ha lo spirito giusto per farsi un buon bicchiere di vino e che le bottiglie vanno stappate quand’è ora, le pochissime emozioni ricavate da un Valpolicella classico 2003 delle cantine Bolla.
Trovare i profumi di liquirizia, violetta e prugna, come recita la descrizione ufficiale della casa, è stato come partecipare una caccia al tesoro.
Il colore rosso rubino c’era ma non così vivo come lo ricordavo. Corvina, rondinella e molinara, questi gli uvaggi, di solito sono più brillanti. Quel che invece si sono sentiti fin troppo bene, i 12 gradi e mezzo di alcol che hanno preso a pugni la persistenza e la struttura di un sapore, cremoso, che non si è proprio sposato con la bistecca di controfiletto che avevo sul piatto.
Morale, non mettete da parte bottiglie di vino che per loro natura non hanno la forza di sopportare il tempo che passa.
Più che affinarsi, peggiorano, e chi fa il vino non ne ha colpa.
Piuttosto, prendetevela con voi stessi e imparate a rispettare le regole. Anche quella di bere acqua, se lo spirito non è con voi.
da Strami
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