Vini

Vini rossi ghiacciati: independence day

Esaurite le prime boutade enogastroestive (il cocomero più costoso?, quali cibi mi porto al mare?, dove andare in vacanza se sono gourmet?, davvero il cocomero può sostituire il v-i-a-g-r-a?), le curiosità di più esigenti sopravanzano.
Tipo, occhei, siamo stufi di cocktails sangrie birre e vini di facile beva.
Ora vogliamo vino rosso. Un grande vino rosso.

Quando il gioco si fa duro, ordunque, i duri cominciano a giocare, e noi ci affidiamo ai preziosi consigli di Eric Asimov, fantascientifico (omen nomen) esperto critico di vini, colonnista del New York Times e magister nella sua rubrica The Pour, già vincitore del Premio Luigi Veronelli (ma lo sappiamo per vie traverse, ché sul sito di Veronelli non c’è traccia) come miglior giornalista enogastronomico in lingua straniera.

Che in un interessante articolo del 2 luglio ci dice “Rossi ghiacciati? Non è un’eresia”.

La talebanità dell’esperto par excellance consiste nell’elogio incondizionato delle temperatura ambiente (che poi, sarebbe?).

Asimov, piuttosto, ci dice cosa poter mescere a temperature più bassine (anche perché temperatura ambiente in questi giorni significa, quanto?, 30 gradi?).

Oltre al mai troppo celebrato Lambrusco, ad esempio, potete sbevicchiare senza troppi patemi d’animo un Pinot Nero o l’americanissimo (qua il patriottismo da independence day s’impone) Zindafel dopo una mezz’ora di frigo.
E poi un Barbera, un Beaujoulais, un Cabernet Francs della Loira o un Rioja Crianza senza per questo bruciare al rogo.
Senza dimenticare il Frappato o certi Merlot Friulani.

Noi, della fantascientifica conoscenza di Asimov, ci fidiamo più o meno ciecamente.

Voi?

Reds on Ice? It’s Not Heresy – The Pour (New York Times) di Eric Asimov

Foto: Flickr

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lug  08
4
alle 09:00
da Fabrizio Gabrielli

Ultimo commento:

di Panzirone Roma il 01/1/70

Concordo PIENAMENTE. Un buon Bardolino fresco su un pesce saporito e molto condito si sposa benis...


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6 Commenti to “Vini rossi ghiacciati: independence day”

  1. luca dice:

    bevo rossi ghiacciati più o meno dal pleistocene avendo saputo ( da sempre) che “il bianco d’estate non si batte” Balle. Che “il bianco con il pesce è obbligatorio”. Straballe. Sono invenzioni di un marketing creativo trasformate in modi di vita. E’ arrivato il momento di recuperare vini rossi nostrani, di gran livello (dolceacqua, lago di caldaro, lagrein e tanti altri) che reggono benissimo il freddo e sono perfetti con il pesce. Che se ne sia accorto un americano ci fa piacere ma bastava guardare nel proprio orto senza consultare i santoni al soldo delle guide, delle aziende, dei produttori. Tanto difficile?

  2. Anonimo dice:

    no, a quanto pare non tanto difficile.
    E poi, l’americano in questione, di Italia e vini nostrani, se ne intende…

  3. matilde dice:

    D’accordissimo sul bere vini rossi d’estate freddi ma nella lista mettiamo anche il Bardolino che, bevuto freddo, è ancora più buono e piacevole.

  4. Luke dice:

    Scusa Luca, (anch’io mi chiamo Luca) non esistono nè balle nè straballe. La persona intelligente prova sempre a percorrere vie nuove, poi se non si lascia “legare” dai dogmi decide in base al proprio gusto. Il rosso con il pesce? Mah… dipende che rosso e dipende che pesce (come è cucinato). Per il momento continuo ad orientarmi sui bianchi. Il vino rosso ghiacciato? Perchè no! Proviamolo poi però se a qualcuno non va giù non dire che è legato ai “modi di vita” inventati dal marketing.
    ;-)

  5. bruno dice:

    d’accordo con Matilde ed aggiungo anche un buon Grignolino fresco: perfetto con tutto, meglio dei bianchi

  6. Panzirone Roma dice:

    Concordo PIENAMENTE. Un buon Bardolino fresco su un pesce saporito e molto condito si sposa benissimo.

    E perchè no, anche un valpolicella base che non abbia fatto legno.

    Preferisco sempre e comunque i bianchi o i rosè con il pesce, magari robusti e che abbiano fatto un pò di maturazione, ma variare ogni tanto non guasta mai, a mio avviso.. :-)

    P.

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