Archivi per agosto, 2009
El Tabaro di Valmaron, casari e malgari dal 1867

I profumi non posso farveli sentire ma se anche voi arriverete fin su nella malga dei Dalla Palma e vi farete accompagnare all’interno del piccolo deposito, sul retro dello spaccio della malga Stazio 1° Lotto Valmaron con l’annesso agriturismo “El Tabaro”, potrete respirarli fin quasi ad assaporare i sapori stessi dei formaggi da cui scaturiscono.
Con loro, i sentori di erbe di montagna, di erba cipollina, di noci e di tutti gli altri ingredienti con i quali Andrea Dalla Palma si diverte a preparare tutte le sue caciotelle dopo aver dato forma all’Asiago dop, al burro di malga e a freschissime ricotte.
Che, tant’è la differenza, se confrontate con quelle comprate in pianura, fanno venire dei dubbi sul nome stesso che la produzione industriale dà alla ricotta: nemmeno una briciola di somiglianza.
Qui, i 1300 metri di dislivello dalla pianura e la bontà del latte appena munto dalla vacche che pascolano beatamente fra gli alpeggi, fanno davvero la differenza e si sente tutta.
Soprattutto quando, accompagnati dall’arietta sottilmente frizzante e dopo ave visto come si lavora il latte e le cose buone che se ne ricavano, ci si siede ai tavoli davanti alla casetta della malga.
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da Strami
“I Giorni del Lacryma Christi” a Ottaviano
Falanghina, Catalanesca, Coda di Volpe o Caprettone, Piedirosso, Sciascinoso ed Aglianico sono questi i secolari vitigni che da disciplinare danno vita a uno dei più famosi vini campani che anche quest’anno sarà onorato e celebrato all’ombra del Vesuvio durante ” I Giorni del Lacryma Christi” .
Fortunata manifestazione promossa dalla “Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani” in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog che animerà la cittadina di Ottaviano trasfornandola in un percorso del gusto che parte da via Palazzo del Principe e si snoda fino al Castello Mediceo : cuore della manifestazione, che inizia l’undici settembre e culmina domenica 13 con la premiazione del Concorso Enologico, fra degustazioni, dibattiti e convegni.
Insomma una tre giorni vesuviana organizzata per porre l’accento su una produzione di Lacryma Christi del Vesuvio, nelle sue varietà bianco, rosso, rosato doc e spumante, sempre più degna di attenzione e per dare il giusto riconoscimento ai 60 produttori della Strada del Vino Vesuvio che da quest’anno hanno deciso di gemellarsi con altri due territori vulcanici italiani non meno importanti: il distretto del Soave in Veneto e l’areale dell’ Etna in Sicilia.
A seguire, inoltre, visite guidate ed escursioni per scoprire le bellezze e i sapori delle “terre nere” del comprensorio vesuviano e del parco nazionale con gli immancabili e non meno rappresentativi prodotti tipici di questa terra che merita un weekend.
da Strami
I Primi d’Italia saranno tutti a Foligno

Scrivere di un evento enogastronomico prima di qualche altro nell’era di internet, sembra impresa impossibile ma questa volta, l’anticipo dovrebbe essere sufficente perchè la “pasta ” non sia stracotta.
Per prepararvi all’appuntamento, infatti, avete 28 giorni da oggi e state pur certi che se arriverete puntuali in quel di Foligno dal 24 al 26 settembre per “I Primi d’Italia”, la pasta la troverete cotta a puntino, ne un attimo in più ne un attimo in meno.
da Strami
OrienteOccidente, danza cultura e Slow Food
Oltre ad ospitare nei propri teatri e nelle piazze la densa programmazione del festival Oriente Occidente che dedica l’edizione 2009 a “La danza vista dall’Artico”, Rovereto apre il proprio centro storico pure all’appuntamento fra cultura e agro-alimentare, Terre.
Evento che farà conoscere le produzioni di eccellenza trentine legate al progetto dei presidi Slow Food e delle comunità del cibo che fanno parte della rete di Terra Madre, fondendo insieme le due sezioni che danno vita a Terre : “Le vie dell’arca del gusto Trentino”, in programma il 4, 5, 11 e 12 settembre e il “Bistrò del Mondo” , dal 3 al 13 settembre.
Una decina di giorni a cavallo dei primi due fine settimana settembrini da segnare in agenda per conoscere non solo conoscere i produttori trentini che aderiscono alla filosofia Slow Food ma anche i vini biologici e biodinamici, i cibi e i prodotti legati alla biosostenibilità ambientale e, non ultime, le minoranze etniche che da sempre vivono nel Trentino ovvero quella ladina, mochena e cimbra.
Nel Magic Mirror invece, struttura collocato nel centro storico di Rovereto, il “Bistrò del Mondo” propone pietanze e cibi di ben sedici comunità etniche straniere che hanno fatto del Trentino la loro patria di adozione.
Il tutto non dimenticando il fitto calendario di appuntamenti con il mondo della danza e delle culture dei due mondi che 29 anni fa hanno dato vita al festival ORIENTEOCCIDENTE… ora anche Slow Food.
Ulteriori informazioni cliccando qui
da Strami
Pomodorini farciti in insalata
Con il caldo di questi giorni una fresca insalatina con dei pomodorini ciliegini, della mozzarella e qualche sottaceto è senza dubbio un ottimo rimedio per mettersi a tavola senza tanti problemi ma dopo due o tre volte che si è fatto ricorso a uno dei piatti più semplici da fare anche il peggiore dei commensali può dare segni di stanchezza.
Così, con buona pace dei grandi chef che stavolta potranno essere loro a fare i critici, anzichè preparare la solita insalata ho diviso a metà i pomodorini e dopo averli privati dei semi, li ho farciti con qualche listarella di sottiletta, dei pezzetti di mozzarella, qualche funghetto sott’olio, delle foglioline di basilico sminuzzato, qualche pezzettino di sedano, qualche cappero e un paio di acciughe battute al coltello.
Fatto questo, ho preso i miei pomodorini e li ho fatti stufare in una pentola antiaderente per qualche minuto con dell’olio di oliva, mezzo bicchiere di pinot bianco, un pizzico di sale e una presina di zucchero; coprendoli poi con un coperchio dopo aver spento il fuoco.
Una volta intiepiditi li ho impiattati su piattini da contorno in un letto di misticanza per dare l’idea dello “stuzzichino” e il risultato non è stato affatto sgradito…
da Strami
Peperonata? Buona anche fredda
Di peperonata ne abbiamo già parlato ma dato che il caldo non molla e come piatto, si presta anche ad essere mangiata fredda, ecco uno dei tanti modi per prepararne 4 porzioni da tenere in frigo, anche un paio di giorni.
Dopo che vi sarete procurati 6 peperoni, 2 cipolle, 4 pomodori maturi, mezza costa di sedano, uno spicchio d’aglio, basilico, olio di oliva e sale, lavate le verdure e cominciate a pulire i peperoni privandoli dai semi e dalle parti bianche interne, prima di farne delle fettine verticali che andranno ulteriormente tagliati in quadrotti.
Intanto, fate un piccolo taglio sulla pelle dei pomodori e tuffateli qualche attimo in acqua bollente per passarli successivamente in acqua fredda e toglierne la pelle prima di farne pezzetti.
Pulite le cipolle, tagliatele finemente e fatele imbiondire con l’olio di oliva in una casseruola insieme allo spicchio d’aglio che potete lasciare intero se non ne tollerate l’intensità del gusto.
In questo caso, infilzatelo con uno stuzzicadente: potrete individuarlo agevolmente e toglierlo a cottura ultimata senza che vi finisca nel piatto.
Unite i peperoni e fate cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, aggiungendo i pomodori e per ultimo, il sedano tagliato a pezzetti che rimarrà croccantino.
Metteteci il sale e fate andare ancora per altri 15 minuti; prima di spegnere, richiudendo il coperchio con forza in modo che la cottura prosegua ancora qualche minuto, mettete il basilico dopo averlo sminuzzato che aggiungerà profumo alla vostra peperonata. Pronta per essere mangiata una volta raffredata o … anche subito.
da Strami
Contro il caldo fatevi un Gazpacho.Facile,veloce e appetitoso
Può essere che gli amici di Cose Iberiche ne sappiano qualcosa in più o lo abbiano assaggiato direttamente in Andalusia dove il Gazpacho è nato come piatto per vincere le calure spagnole ma visto che ini questi giorni nel nostro paese il sole picchia quasi e più che nella penisola iberica, niente di meglio che adottarlo per stuzzicare l’appetito senza mettersi ai fornelli.
Bastano 5 pomodori da sugo, un cetriolo, 2 peperoni, meglio se gialli e/o rossi, 1 cipolla piccola, 1 spicchio d’aglio, se non vi disturba, olio d’oliva, aceto, un po’ di acqua fredda, sale e pane raffermo.
Per preparalo invece, mentre lasciate ammorbidire un po’ del pane raffermo con dell’acqua e con qualche cucchiaio d’aceto, mettete le verdure nel mixer, aggiungete la cipolla tritata, lo spicco d’aglio, un bel giro d’olio, il sale e frullate.
Ottenuto un composto liscio e omogeneo aggingete il resto del pane bagnato e mescolate vigorosamente prima di metter in frigo il vostro Gazpacho per un paio d’ore.
Andrebbe servito su delle ciotole bagante con un po’ di acqua fredda o qualche cubetto di ghiaccio e del pane tostato. Come guarnizione, invece, non guasta qualche foglia di menta.
p.s
In alcune parti dell’Andalusia ci mettono pure della paprika e del pepe ma per questi due calorosi ingredienti, a voi la scelta.
da Strami
French 75, cocktail da guerra
Quando fu inventato durante la prima guerra mondiale, uno degli ingredienti originari del French 75 era il cognac ma con l’andare dei tempi, il morbido distillato fu sostituito dal gin che lo rese ancora più secco e preciso proprio come l’arma dell’artiglieria francese da 75 millimetri da cui prese il nome.
Il French 75 non è difficile da preparare e ancora meno difficile da bere data la decisione del succo di limone mescolato con la forza del gin, l’aggiunta delle bollicine dello champagne, o di ottimo prosecco per contenere il costo, e la morbidezza dello sciroppo di zucchero semplice.
Per le dosi :
1 oz di gin ( circa 30 millilitri o tre cucchiai ), 1/2 ounce di succo di limone (un’oncia vale 28,3 grammi ma per semplicità 1 cucchiaio e mezzo di succo andrà bene) 4/ 5 ounce di champagne (circa 120 millilitri ) e 1/4 oz di sciroppo (circa 7 millilitri pari a un cucchiaino ).
Per lo sciroppo : mettere 1/2 tazza di zucchero e 1 / 2 tazza di acqua in una piccola casseruola messa su fuoco medio e mescolare fino a quando lo zucchero si scioglie. Raggiunta l’ebollizione, ridurre il calore a medio-basso e fare andare per 5 minuti per poi lasciare raffredare lo sciroppo che, una volta fatto si usa tutte le volte che i cocktail lo richiedono… fino a finirlo.
Inutile dire che tutti gli ingredienti prima di “armare” il vostro French 75 vanno ben raffredati per vincere la guerra…contro il caldo di questi giorni.
da Strami
Casolèt per tutti in Val di Sole
Protagonista della lunga rasssegna enogastronomica che anche quest’anno animerà la Val di Sole dal 19 agosto fino alla fine del mese sarà il Casolet.
Piccolo formaggio di montagna, le forme più tradizionali hanno ancora oggi uno scalzo di circa 10 cm per 10 circa di diametro, prodotto quando le mandrie erano già scese dagli alpeggi, le vacche si apprestavano all’asciutta, le mungiture giornaliere erano scarse e si preparava il formaggio per il consumo domestico dei valligiani.
Una tenera ghiottoneria casearia da consumarsi nei mesi invernali e per dar vita a molti dei piatti tipici della cucina di questa vallata trentina: dall’ insalata di pere e casolèt ai gnocchetti di pane e ortiche al casolèt, dalla scaloppa alla Solandra con casolèt, finferli e porcini, alla polenta concia e casolèt; dalla fonduta leggera al casolèt e tortel di patate con casolèt, al gelato e mousse al casolet.
O, per finire, come semplice pezzo di formaggio da consumarsi per accompagnare un bicchier di vino e rompere il languore che assale improvvisamente chi fa vita di montagna “tra boschi e valli d’or” .

Classico ritornello da canticchiare, dopo che vi sarà tornato alla mente, una volta deciso di partire per trascorrere qualcuno degli utlimi giorni di ferie in Val di Sole, approfittando proprio di questa lunga maratona che ha come tema il “Il Casolet nella cucina solandra”.
Vero cacio di montagna che grazie anche alla qualifica di presidio slow food è uscito dall’anonimato che purtroppo affligge tantisimi altri altri forrmaggi italiani non meno gustosi e non meno meritevoli di nota.
Qualche altra informazione la trovate qui .
Mentre, se vi appassiona il mondo delle bontà e delle rarità casearie del nostro paese allora è quasi d’obbligo una cliccata su “Non toccatemi il formaggio” dello specialista Alberto Marcomini.
da Strami
Vitello tonnato al… Peperosso
Se appartenete alle persone che d’estate mangiano solo frutta e verdura perchè con il caldo non hanno voglia di stare in cucina, quella di oggi non è proprio la ricetta ideale ma, se volete provare a prepararvi un vitello tonnato che come piatto estivo ideale ha pochi rivali, eccovi un percorso sperimentato recentemente.
Dopo aver acquistato un chilo e mezzo di polpa di vitello, la parte più indicata è il girello o magatello ( nella foto è il pezzo a dx ), fatela cuocere lentamente in una casseruola con dell’olio di oliva extra, uno spicco d’aglio, un rametto di rosmarino, una foglia di alloro, sale fino e un bicchiere e mezzo di vino bianco che non sia passato per il barrique.
Fatto questo, lasciate raffredare il vostro vitello e solo dopo che sarà ben raffredato ricavatene delle fettine sottili e disponetele su un piatto da portata per ricoprirle con una salsa ottenuta ammalgamando con il frullatore : 250 grammi di tonno in scatola in olio extravergine, 200 grammi di capperi sott’aceto ben sgocciolati, e maionese.
Per quest’ultimo ingrediente, la quantità sarà pari alla fluidità che vorrete dare alla salsa.
Finito il tutto, prima di metterlo in frigo in attesa che arrivi ora di cena, potete decorare il piatto con altri capperi, fettine sottilissime di limone e qualche grano di pepe rosso.
Se non avete idea di cosa bere, per non fare torto a nessuno da nord a sud passando per il centro, la scelta può cadere su una Barbera d’Asti, un Chiaretto del Garda, un Frascati, una Falanghina o un Sciacca rosato doc.
da Strami






