Archivi per novembre, 2009
A caccia di tartufi senesi con il treno a vapore

Di di San Giovanni d’Asso e della Locanda del Castello vi avevamo già parlato qualche tempo fa ma visto che nel prossimo weekend del 15 novembre riaprono i battenti della mostra del tartufo bianco raccolto nel territorio delle Crete Senesi, giunta alla sua XXIV° edizione, rieccovi qualche riga di promemoria.
Anche perchè oltre alla ghiotta occasione per gustare il nobile tubero, c’è la possibilità di trascorrere una giornata davvero diversa grazie ad una sbuffante locomotiva d’epoca che trainerà i suoi vagoni lungo gli splendidi paesaggi di quest’angolo di Toscana partendo dalla stazione di Grossetto per arrivare alla stazione di San Giovanni d’Asso.
Per gli orari e programmi per la sbuffata ferroviaria cliccate qui mentre cliccando qua trovate tutte le altre informazioni per un weekend nelle Crete Senesi davvero da gran gourmet
da Strami
Weekend tartufati a Valtopina
Nei due weekend del 21-22 e 28-29 novembre, degustazioni, mostre, escursioni e premiazioni all’insegna del tartufo umbro nel piccolo comune di Valtopina (Pg) che, come succede da 29 anni, ospita la ” Mostra Mercato Nazionale del Tartufo”.
Quattro giorni dedicati al tartufo ma anche alle altre tipicità enogastronomiche locali e al territorio dell’affascinante valle del Topino e del parco regionale naturalistico del Monte Subasio.
Lla mostra, oltre agli assaggi gratuiti all’interno dell’area fieristica o degustazioni di ricchi menu a base di tartufo nei diversi ristoranti, offre la possibilità di partecipare a vere e proprie spedizioni alla ricerca del pregiato tubero, attraverso itinerari guidati da esperti tartufai che renderanno partecipi curiosi e buongustai dei piccoli segreti per scovare i tartufi.
Aiutati non solo dai cani ma anche dai maiali che non sembrano essere meno dotati di olfatto per individuare il nobile tubero che, una volta liberato dalla sua prigione sotterranea, diventa raffinata e particolare squisitezza per gran parte dei palati.
Per gli altri che invece non ne amano le saporose intensità , rimane pur sempre l’invitante proposta per l’olio,il vino e i salumi di queste parti che in termini di bontà enogastronomiche, possono eguagliare il nobile tubero.
Per informazioni: Comunità Montana Monti Martani Serano e Subasio – tel. 074275191; Comune di Valtopina – tel. 074274625 – mostra.tartufo@comune.valtopina.pg.it
da Strami
Ultimo commento:
di Mex il 01/1/70
Trifola all’ultimo minuto
Se ai colori del Rosso Fiorentino ci volete aggiungere i profumi del tartufo, domami domenica 8 novembre, fate ancora in tempo a farvi un giretto a Città di Castello. Le emozioni artistiche del grande Giovanni Battista di Jacopo di Gasparre, le trovate nel museo del Duomo, profumi e sapori del Tuber Magnatum Pico ovvero tartufo bianco o trifola, lungo tutta la cittadina umbra che si trasforma in uno scrigno prezioso di questo tubero.
Amato e odiato a seconda delle papille di ognuno ma che resta indiscutibilmente uno dei più ricercati frutti del …sottoterra, soprattutto quello di queste parti.
Forte di un profumo acuto, inconfondibile e assoluto, della grandezza e forma, che deve essere la più regolare e arrotondata possibile, il sapore ineguagliabile, che si esprime al meglio servito crudo senza bisogno di salse e condimenti.
Inutile dire che oltre al tartufo, nei numerosi stand presenti lungo il centro del borgo, vengono esposti altri prodotti del bosco come funghi, castagne, miele, marmellate con frutti di bosco, olio, vino, formaggi e le mitiche norcinerie umbre. Il tutto degustabile o, con qualche euro in tasca, acquistabilissimo; visto che la Mostra Mercato, giunta alla sua XXX edizione , fra i suoi scopi, ha proprio quallo di porsi come punto di riferimento ineguagliabile per portarsi a casa un pezzo di Umbria.
O meglio, quel che cresce sotto la sua terra: la trifola.
Qui il programma della
mostra
da Strami
Merano wine festival
Uno dei “problemi” di chi scrive di enogastronomia è che non si può essere sempre ovunque soprattutto in un Paese come il nostro, dove manifestazioni, eventi,convegni, appuntamenti, concorsi e tutto quanto parte dal mondo del buon bere e del buon mangiare vengono organizzati in ogni angolo e in ogni data. Tutti importanti, anche se non tutti blasonati, che andrebbero seguiti se non fosse che il tempo è quello che è.
Se poi ci aggiungete che saltare di qua e di la lungo il nostro stivale significa spendere momenta sonante, e anche gli editori fanno giustamente le loro economie di scala, il gioco è fatto e con il gioco, le scelte.
Mancare però al Merano Wine Festival però risulta problematico visto che è ormai diventato uno degli appuntamenti in decisa ascesa e dove la qualità delle aziende che vi partecipano è sicuramente al top.
L’evento, giunto alla sua diciottesima edizione, è andato inoltre a confluire sotto un altro grande cappello che si protrae nel tempo ben più a lungo dei giorni del prossimo week-end di novembre ed è iniziato con tutta una serie di altri eventi collaterali già dalla fine di ottobre sotto il nome di Merano Wine Festival & Gorumet.
In ogni caso i giorni che consigliamo sono gli ultimi tre, ovvero il sette, otto e nove, quando a farla da padrone saranno le degustazioni e l’inaugurazione di Enoteca Italia gestita da ViniBuoni d’Italia.
Qui trovate il programma completo.
da Strami
Filetto di branzino con mandorle e porcino

Quelli che vedete nella foto sono dei porcini, o meglio delle teste di porcino che stanno andando con un po’ di olio extra e un mezzo bicchiere di bianco e mi sono serviti per provare a cuocere dei filetti di branzino che invece vedete nella foto sotto.

Il piatto finito, invece, non l’ho fotografato ma vi posso assicurare che la ricetta che segue vale la pena di essere sperimentata.
Dunque se volete cimentarvi, sfilettatete o fatevi sfilettare un paio di branzini del peso di 3 / 4 etti di peso l’uno, adagiateli con la pelle verso il basso su un foglio di carta leggermente infarinato con farina da polenta ( bianca) molto fine e salateli appena un attimo con del sale di Cervia.
Intanto fate andare le teste dei porcini – una per ogni filetto – dopo averle tagliate a listarelle.
Quando avranno assunto una cottura appena appena dorata, toglieteli dal tegame e, al loro posto, adagiatevi i filetti di branzino che farete andare per qualche minuto prima di ricoprirli con i funghi.

Coprite il tegame e lasciate a fuoco bassissimo per una decina di minuti.
Tempo che vi servirà per sminuzzare grossolanamente una decina di madorle, a coltello.
Cinque o sei aggiungetele nella teglia due minuti prima della fine della cottura, il resto, una volta impiattati i filetti con i funghi, usatele per guarnire.
Come contorno, delle puntarelle con un goccio di balsamico tradizionale di modena.
Come vino, una malvasia istriana
da Strami
Indicazioni enogastronomiche: lanterne o lucciole
E’ capitato anche a noi di segnalare una rivista enogastronomica di buona caratura dove, a detta di un nostro lettore che dopo averne seguite le indicazioni, ci ha raccontato che fra le pagine dedicate a un ristorante, visitandolo, ha trovato parecchie notazioni non corrispondenti : succede.
Ci sono gusti si e gusti no, giorni si e giorni no e tanto altro ancora che può non far collimare le cose, per cui, anche articolo e articolista possono peccare e non essere in linea con il giudizio del lettore che, fiducioso di quel che legge, va e prova il locale indicato.
Quel che invece non dovrebbe succedere, leggendo una pubblicazione/guida fresca di stampa, è che un locale recensito compaia nonostante sia andato a fuoco qualche anno prima e mai più risorto dalle ceneri.
Se poi il ristorante continua ancora ad essere presente anche negli anni a venire, vedendo pure accresciuto il giudizio positivo, la cosa, come dice Massimo Bernardi, e con lui altre autorevoli firme enogastronomiche, la cosa, si diceva, va decisamente molto ma molto meno bene.
Non tanto perchè è diabolico perseverare, quanto perchè può succedere che il fiducioso lettore, con la sua bella pubblicazione in mano e trovandosi a passare dalle parti dove dovrebbe esistere tale ristorante ricco di entusiasti punteggi, decida di andare direttamente sul posto e scoprire che non può nemmeno essere in disaccordo con il recensore, trovandosi di fronte solo ceneri.
Ora, qualcuno dirà che una telefonata preventiva o di prenotazione, il fiducioso lettore dovrebbe e deve sempre farla ma perchè, il fiducioso lettore che ha pagato con i suoi euri il fior di recensione, deve anche preoccuparsi di verificare dell’esistenza ( in vita ) del ristorante recensito?
Tanto vale, se proprio proprio si cercano lanterne che a questo punto sembrano sempre più lucciole, spendere i soldi una sola volta nella vita e non ad ogni nuovo appuntamento editoriale fresco di stampa, aspettando, magari, che guide/publicazioni dopo qualche mese o anni, finiscano fra i saldi e messe in vendita a metà prezzo.
da Strami






