Archivi per ildicembre 10th, 2009

Dov'eravamo

Terrafelix. Campania in mostra

terrafelix_web
Sessantamila visitatori in cinque giorni, cento aziende ad esporre e vendere prodotti enogastronomici, altrettante ad intrattenere relazioni commerciali con operatori internazionali. Terrafelix, Mostra dell’Agroalimentare campano, alla Mostra d’Oltremare , promossa dalla Regione Campania con Città della Scienza. Durante cinque giorni, la Regione Campania, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura guidato da Gianfranco Nappi, ha stipulato una serie d’accordi per la realizzazione di altrettanti progetti di promozione, sviluppo e valorizzazione del sistema agroalimentare regionale.
Ecco una sintesi degli impegni:
Dalla Triennale del Gusto, programma di valorizzazione della qualità agroalimentare attraverso attività istituzionali svolte 365 giorni all’anno, all’Enoteca Regionale a Pompei.
E’ in arrivo il marchio DOAG: Denominazione d’Origine Ambientale Garantita, inserito nell’ambito del Sistema di rintracciabilità Alimentare creato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Per cinque giorni non si è parlato di “monnezza” o di camorra che pur continuano a convivere con quel 90% di popolazione campana che lavora e produce qualità di eccellenza alimentare.
A parere di Peperosso, troppo poco e troppo tardi visti, e assaggiati, i prodotti in mostra.

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dic  09
10
alle 01:41
da admin

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., Ricette della tradizione, Vini, giornate diverse

A Capracotta, weekend natalizi fra leggende e buona cucina

capracotta neveallPoco distante da Isernia, cittadina molisana che presenta un ricco cartellone di eventi natalizi, c’è un piccolo centro di montagna dal nome che è tutto un programma: Capracotta.
Nome che secondo la leggenda, risalirebbe al fatto che i fondatori chiamarono Capracotta il posto dove andò a morire una capra fuggita da una pira che loro avevano acceso per sacrificarla, quale rito propiziatorio.
Altre storie invece, forse meno fiabesche, vorrebbero che Capracotta derivasse dall’uso dei longobardi, che popolarono quei luoghi, di sacrificare capre; o meglio, ammazzarle, arrostirle e divorarle, lasciando però intatta la testa per consacrarla al demonio fra balli e baldoria.
stemmaoldSia come sia lo stemma civico del paese ritrae proprio una capra con un fuoco sotto le zampe che riassume egregiamente quel che può accadere alle capre secondo la storica tradizione gastronomica di questa parte del Molise dove si prepara la pezzata: piatto tipico dei pastori a base di carne di pecora bollita e condita con patate, pomodori ed erbe aromatiche, che esaltano i sapori di una carne dal sapore unico.
Frutto dei pascoli ancora incontaminati, dell’aria buona e di acque ancora limpide che dal monte scendono a valle lungo un paesaggio che merita davvero di essere ammirato anche nella stagione più fredda dell’anno. Magari scegliendo di soggiornare presso l’agriturismo Guado Cannavina che ha l’unico difetto, se così vogliamo definirlo, di avere poche camere, quasi sempre prenotate data anche la vicinanza con un paio di impianti sciistici.
pranzogriturismo_foto_002Piccolo neo, quello delle poche camere compensato da qualche posto a tavola in più che vale la pena di occupare per un pranzo a base di genuine specialità.
A partire dal caciocavallo, ricotta, soppressata, prosciutto, fegatino d’agnello, sagne a pezza al sugo d’agnello, tagliatelle al tartufo, agnello alla brace, nodini di trippa di agnello, scamorza arrosto, marricelli arrosto e dolci fatti in casa.
Il tutto inaffiato da verace Montepulciano e Sangiovese e un conto che è ancora di quelli da Amicone nel senso più letterale del termine visto che, Michele, la moglie Maria Cristina e i figli Marino e Felice, di cognome fanno Amicone.

Cliccando Capracotta qualche notizia in più su come raggiungere quest’angolo del Molise.

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dic  09
10
alle 06:43
da Strami

Ultimo commento:

di strami il 01/1/70

Grazie del consiglio