Alta cucina sotto coperta, alla Cooking Cup
Ad aggiudicarsi il prestigioso trofeo Challenger della 9° edizione della S.Pellegrino Cooking Cup, manifestazione che coniuga lo sport della vela con l’alta cucina, è stato il team della Felci 45 Città di Grisolera. Equipaggio di prim’ordine che ha sbaragliato le decine di avversari lungo il percorso velico della regata svoltasi nell’impagabile scenario lagunare che circonda la Serenissma, aggiudicandosi ben quattro riconoscimenti.
Trionfando nella “Combinata Regata – Cucina” , nella regata “Trofeo Compagnia della Vela”, nella gara culinaria, nella Categoria 1 (Ranking Classe 1) e primeggiando nella classifica generale.
Il tutto grazie al sapiente mix dell’esperienza dello skipper Alberto Sonino e dell’armatore Franco Daniele, l’entusiasmo di Matteo Bisol, della famiglia dei noti produttori vitivinicoli, che non ha dimenticato a casa fior di bollicine per accompagnare il talento fatto bontà, della chef Paola Budel.
Che, sotto coperta della Felci 45 Città di Grisolera, e non certo in una cucina con tutte le comodità, ha preparato una entusiasmante creazione gastronomica dal titolo La Cambusa Golosa.
Le Conchiglie, pasta Conchiglie con molluschi in conchiglia , Stocco e Finocchio, un piatto a base di quel pesce che il sapiente Franco Favaretto definisce come divino, Sarde e Peperoni, come terza chicca.
Il tutto, servito in una elegante ed originale formula di presentazione dei piatti:
tre vasi, contenenti le relative preparazioni, agganciati ad un comodo vassoio in legno.
Di estrema funzionalità per pranzare a bordo di una barca anche in mezzo ai marosi.
“Ho presentato le mie creazioni in vaso, offrendo una vera e propria cambusa di sapori per omaggiare la cultura gastronomica della laguna, cercando le verdure dell’immediato entroterra lagunare del Cavallino e il miglior pesce di Venezia” , ha commentato emozionata e felice la giovane Paola Budel alla fine dell’ardua prova, compiuta mentre il resto dell’equipaggio teneva sotto vento gli altri equipaggi.
Una vera professionista dell’alta cucina anche in condizioni pressochè di fortuna, questa chef bellunese, che formatasi alla scuola di Gualtiero Marchesi e di Michel Roux, non mancherà di mietere successi anche nel suo ristorante.
Pronto, nel prossimo mese di agosto, nella incomparabile tenuta Venissa a Mazzorbo, dove i Bisol hanno recuperato un’antica vigna murata.
V vincente, infine, è risultato anche l’abbinamento della Cambusa Golosa con il Jeio noSO2 della Bisol.
Prosecco senza solforosa sul quale tornermo perchè si tratta di un’autentica innovazione nel mondo delle bollicine; soprattutto per un’azienda che non ha rinunciato alla tradizione della qualità di una famiglia di viticoltori fin dal 1542.
da Strami
Ultimo commento:
di consiglio il 01/1/70
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luglio 10th, 2009 at 10:55
Quanto era più bella,più vera la cooking cup senza professionisti portati dalla Sanpellegrino per motivi pubblicitari,ma combattuta con gran passione dalle mogli dei regatanti per pura soddisfazione di dimostrare la loro bravura e fantasia. Ricordo che fu premiata una signora che presentò un piatto con una cupola di polentina bianca circondata da un cerchio di seppie in tocio,titolando il suo piatto “Luna bianca sul mar nero…” Non trovi,Caro Stramazzo,che un piattino così,ben fatto,semplice e veneziano,ma presentato con un pò di poesia val molto ma molto di più di tanti “pareci”.
La formula della cooking cup fu inventata e introdotta nel 1994 da Mirko Sguario che era il factotum della compagnia della vela durante la presidenza Gianmarco. Poi con la Presidenza Cassetti e successivamente Orsoni, hanno pensato bene di snaturare lo spirito di questa regata permettendo anzi, favorendo, l’ingresso di cuochi professionisti e grandi chef. Che senso può avere una decisione del genere? come se su tutte le barche a vela di questo mondo ci fosse normalmente un grande chef e si mangiasse alta cucina internazionale. Non era forse meglio incentivare e stimolare le qualità culinarie di normali skipper e relative signore?
Per me con questa scelta la cooking cup è finita anche se per “lor Signori” è diventata molto più importante.
luglio 10th, 2009 at 15:26
Che dire, davanti a righe tanto sagge ?
E che si sarebbe potuto dire, se non elogiare, trovandosi di fronte a “una una cupola di polentina bianca circondata da un cerchio di seppie in tocio” ??
Spero, caro Matter, che il tuo appunto non cada nelle acque della laguna e chi si deve ravvedere si ravveda.
Escludendo però dalla mischia la brava Paola Budel che S.Pellegrino o no, come cuoca va sen’altro seguita e più che incoraggiata.
Magari, leggendo il commento, potrebbe anche essere ispirata dalle sepe in tocio e prepararle nel suo nuovo ristorante di prossima apertura per le forchette genuine. Chissà ?
Andremo a trovarla …
luglio 10th, 2009 at 15:42
Ma quando lo apre questo ristorante ??
luglio 10th, 2009 at 15:44
Il team di Sonino, Budel e Bisol crede veramente nella valorizzazione della cultura lagunare, ciascuno portando un particolare valore aggiunto dovuto alla personale esperienza. Si tratta di un progetto importante, che farà vivere al meglio la ricchezza di Venezia e delle sue isole.
Ci fa piacere che questa regata gastronomica abbia premiato questa filosofia…e vi invitiamo a conoscere ancora meglio i nostri Tesori di Venezia presso Certosa e presso Mazzorbo, dove Paola Budel aprirà il ristorante nella Tenuta Venissa.
luglio 10th, 2009 at 16:54
Grazie delle informazioni ma quando lo apre questo ristorante ??