Birre, Che si dice?, le freak c'est chic

Altro che birrini e birracce… ‘na biretta!

nabirettaTempo fa si parlava di birroni, birrini e birracce, come compromesso low-cost ed industriale al variegato e molto-ma-molto-underground panorama brassicolo artigianale.
Non avevamo utilizzato il termine “birretta”, che con quel vezzeggiativo poteva rimandare a connotazioni negative.
E abbiam fatto bene.
Perché ecco che oggi, annus domini 2009, la “biretta” si concretizza in malto e persona.
Fedeli al dettame che ‘na biretta è sempre ‘na biretta – come si dice spesso e volentieri a Roma e dintorni –, infatti, c’hanno pensato i ragazzi del Birrificio Ostiense Artigianale a lanciare la nuova “birra chiara artigianale BBONA”.
‘NA BIRETTA, per l’appunto.

Ma che d’è ‘na biretta?

‘Na biretta è, in verità, tutt’altro che ‘na biretta.
Nel senso che è un birrone. Artigianale, e non pastorizzato. Senza se e senza ma pseudoindustrialeggianti.
Prodotta coi malti OGM-free delle malterie tedesche Weyermann e Durst Malz, i luppoli cechi e tedeschi Saaz e Perle e “la mejo acqua de Roma”, ‘na biretta si presenta con una schiuma chiara dal fine perlaggio e con un colore paglierino che non ha niente da invidiare a certe perle prodotte a Plzen (non a caso, lo stile birrario al quale strizza l’occhio è il Pils)
E poi, ‘na biretta si presenta con una grande ambizione.
Vuole infatti diventare “un simbolo di un modo disincantato e felice di affrontare la vita e di condividere i piaceri con gli altri.”
Come?
Oltre che bevendola, co-costruendo la sua immagine, la sua attrattività, il suo modo di essere.
Tutti i ‘nabirettaroli, infatti, possono sprovarsi alla ricerca di un motto che incarni la bionda “bibita” (provate a dirglielo, bi-bi-ta, ad Elio e Massimo, i demiurghi del BOA!) con romanissima poesia. I migliori verranno stampati sul dorso della bottiglia!
Un esempio? Nei miei bicchieri sono defluite lente “libertà, ugualità, fratellità… ‘na biretta!”; e ancora “mejo ‘na biretta oggi che ‘na biretta domani”.
Provate pure voi a trovare uno slogan.
Prima, però, assaggiatela, che ne vale la pena.

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mar  09
17
alle 09:00
da Fabrizio Gabrielli


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