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El Tabaro di Valmaron, casari e malgari dal 1867

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I profumi non posso farveli sentire ma se anche voi arriverete fin su nella malga dei Dalla Palma e vi farete accompagnare all’interno del piccolo deposito, sul retro dello spaccio della malga Stazio 1° Lotto Valmaron con l’annesso agriturismo “El Tabaro”, potrete respirarli fin quasi ad assaporare i sapori stessi dei formaggi da cui scaturiscono.
Con loro, i sentori di erbe di montagna, di erba cipollina, di noci e di tutti gli altri ingredienti con i quali Andrea Dalla Palma si diverte a preparare tutte le sue caciotelle dopo aver dato forma all’Asiago dop, al burro di malga e a freschissime ricotte.

Che, tant’è la differenza, se confrontate con quelle comprate in pianura, fanno venire dei dubbi sul nome stesso che la produzione industriale dà alla ricotta: nemmeno una briciola di somiglianza.
Qui, i 1300 metri di dislivello dalla pianura e la bontà del latte appena munto dalla vacche che pascolano beatamente fra gli alpeggi, fanno davvero la differenza e si sente tutta.
Soprattutto quando, accompagnati dall’arietta sottilmente frizzante e dopo ave visto come si lavora il latte e le cose buone che se ne ricavano, ci si siede ai tavoli davanti alla casetta della malga.

burrofrescoA servire in tavola la figlia di Andrea Dalla Palma, Laura, che dopo avervi elencato le poche ma imperdibili leccornie servite in un piatto unico, passa la comanda in cucina alla mamma Ornella.
Niente primi, l’autorizzazione non lo prevede e qui le regole si rispettano, ma quel che arriva basta e avana per fare da antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, caffè e ammazza caffè; acqua e vino compreso.
Dodici euro, questo il conto, per salame, pancetta e lardo di montagna, Asiago dop fuso, funghi trifolati, fagioli pasticciati con profuamtissimi pomodoro ( in Veneto li chiamano fasoi in tocio), cavolo cappuccio in insalata, polenta, e, prima delle focaccia, ancora qualche altro pezzo di formaggio fra quelli prodotti dai Dalla Palma fin da quando, prima di Andrea e Paolo, attuali padroni di casa, a fare il malgaro e il casaro c’era nonno Valerio nel 1867.
Più di un secolo, racconta Andrea, dopo del nonno il papà Rinaldo e ora, con me e mio fratello, ci sono le nostre mogli, Ornella e Rita, e i nostri figli: Luca Laura, Matteo, Michela Emanuela e Roberta.
Non tutti in malga a tempo pieno ma ognuno di loro pronto a dare una mano quando serve. Anche perchè non ci sono solo le mucche cui badare ma tutto il resto dell’azienda che qualche centinaio di metri più sotto, “continua” con tutto il resto della struttura aziendale necessaria per allevare, accudire e nutrire la sessantina di vacche da latte che a fine settembre, insieme a tutti i Dalla Palma, scendono verso valle.
In attesa della prossima estate che qui però, a “El Tabaro” in Valmaron e nei monti tutt’intorno all’alpeggio, non è ne calda e ne afosa, ne tanto meno noiosamente lunga.
Anzi, davvero un peccato ridiscendere in pianura.

Qui una fotogallery e un link per arrivarci

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ago  09
28
alle 04:37
da Strami


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