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Gran finale per la cozza di Taranto

primopiattelloprimaPer la finale della 7° edizione del Festival italiano della cucina con la cozza tarantina del 26 maggio, in tempi in cui tu vieni da li e io sono di qui e guai a mescolarsi, superando gli schemi mentali di chi sembra avere meno cervello di una cozza, cuochi del Nord, del Centro e del Sud si affronteranno davanti ai fornelli dell’hotel Sierra Silvana della brindisina Selva di Fasano, proprio in nome del mitilo tarantino.
All’insegna del miglior spirito decubertiniano che anziché dividere, farà da catalizzatore al pensiero dei giurati chiamati a designare l’interprete migliore nel valorizzare il prelibato frutto dei due mari di Taranto.
Come vuole lo spirito di questa manifestazione, organizzata dal centro di cultura Renoir di Taranto; inesauribile motore della manifestazione culinaria ideata per esaltare uno dei perni dell’economia ittica pugliese. Il gustoso bivalve nero dalla poliedirica versatilità per gli accostamenti gastronomici più fantasiosi.

logo1Fra i cuochi vincitori delle prove di qualificazione, svoltesi nei ristoranti toccati dal tour del Festival, dal sud al nord del nostro stivale, nei mesi che hanno preceduto l’attesa finale di fine maggio, quelli del nord scenderanno a Selva di Fasano con l’obiettivo di ripetere lo storico successo ottenuto lo scorso anno con il primo posto di Matteo Cazzin e del terzo piazzamento di Renata Cenci. Il primo, chef del ristorante Tavern di Monselice (Padova), la seconda, chef patron del ristorante “Ugo – Il Melograno” di Tencarola di Selvazzano.
Quelli del centro e del sud, invece, c’è da giurare che risponderanno con altrettanto spirito e pari arte gastronomica, per ritornare padroni di uno scettro che è stato loro per ben 5 edizioni.

Ma tornando alla “griglia di partenza” della finale e dell’eventuale semifinale in programma a Selva di Fasano, con il punteggio più alto ottenuto nella qualificazione, si presenta nella bella località pugliese Luigi Moressa, padovano di Montegrotto Terme, titolare del ristorante Gero di Vanzo di San Pietro Viminario. Un cuoco schivo ma dal curriculum di valore, se si pensa che è stato l’allievo prediletto di Giancarlo Perbellini di Isola Rizza (Verona), due stelle Michelin.
Al secondo posto della classifica dei qualificati c’è un altro veneto: Riccardo Cunico, asiaghese, titolare del ristorante “Da Riccardo – Val Maddarello”.
frigitelli

Professionista ben quotato nelle guide, la cui moglie Dora è tarantina. A Monselice per qualificarsi aveva presentato un piatto con i friggitelli. Al terzo posto della griglia di partenza un altro padovano: Emanuele Guariento dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, locale del 1605 dove pranzò anche Galileo Galilei e da dove, il titolare del ristorante Fabio Legnaro, ha organizzato un seguito di fans e sostenitori da portare a Fasano.

In classifica seguono quattro campani, sulla carta i più accreditati antagonisti dei veneti: Giovanni Menditto de La Tortuga di Castelvolturno (Caserta), Giuseppe Buonuomo dell’azienda catering Tortora di Napoli, Emanuele De Martino chef de La lanterna Maria di Villaricca (Napoli) e Gianfranco Anzini del ristorante La Lanterna del porto” di Castelvolturno (Caserta). All’ottavo posto a pari merito: Renata Cenci, padovana, e Domenico Antenucci del Pastificio Antenucci di Isernia.
Nell’eventuale semifinale sperano: Nicola Romanazzi maitre dell’Hotel Federico II di Jesi (Ancona), Matteo Cazzin, del Tavern di Monselice (Padova),; Angelo Delli Carpini chef dell’Hotel Dora di Isernia; Nadia Tommasone del Camping Nord Sud di Sperlonga (Latina); Nicola Altavilla della Tenuta Montefusco di Taranto; Luca Boldrin del Perchè di Roncade (Treviso); Ciro Del Luongo chef dell’Hotel Residence Solone di Ascea (Salerno) e Andrea Cesarone del ristorante “Val Pomaro” di Arquà Petrarca (Padova). Cosimo Lardiello, deus ex machina del Centro di cultura Renoir di Taranto, della manifestazione promette ospiti di prima grandezza e uno show all’altezza. Nonché la ribalta televisiva, ormai abituale al Festival, della Rai.

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mag  09
23
alle 08:24
da Strami


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