Hostaria Da Poggi, magnar da venexian
Può capitare di essere a Venezia e trovarsi a chiedersi dove pranzare senza entrare in uno dei tanti locali buoni per turisti che magari amano il rischio di conti salati o in locali che ormai hanno perduto quell’identità tipica delle vecchie trattorie veneziane o dei “bacari”, che proponevano le più esemplari specialità di una cucina fatta di cose semplici che sanno diventare raffinate non appena se ne comprende il valore.
Piatti a base di quei prodotti dell’entroterra lagunare e di pesci non blasonati ma non per questo di poco valore: sardoni, anguelle (acquadelle), masanete (piccoli granchi di laguna), folpetti e capesante caorline, e altro ancora che, insieme alle specialità della terra, fegato alla veneziana, risotto coe secole (piccoli pezzetti di carne che rimanevano attaccate alle ossa dopo la spolpatura di tagli nobili), pasta e fasioi col museto (cotechino) e non ultimo il baccalà alla veneziana e mantecato.
Insomma, delizie gastronomiche di un tempo passato che torneranno con tutta la forza dei loro sapori sulle tavole di un locale che, in quel di Cannaregio sarà il locale per chi, a Venezia, vuole mangiare come si è sempre mangiato a Venezia.
Prima del mordi e fuggi dei milioni di “foresti” che assediano ogni giorno la Serenissima, tanto da renderla più simile a una Veneland che a quella città che è ancora fra i ricordi di molti.
Ai fuochi della Hosteria da Poggi, questo il nome del ristorante che dal 4 novembre sarà un punto de stea, come dicono in laguna, Stefano Aldreghetti e tutta la sua perizia per una rinnovata versione di questo locale veneziano che risponderà alla domanda del dove si va a mangiare nella città dei Dogi, senza entrare nell’anonimato di un locale senza personalità.Per trovarlo, nel cuore di Venezia, basta che vi segnate Cannaregio, 2103 Rio terà della Maddalena, a 100 metri dal casinò.
Comunque qui c’è una mappa oppure, l’home page dell’Hosteria Da Poggi.
p.s
Nota interessante: Hosteria Da Poggi fa parte dei ristoranti, non moltissimi in verità, dove anche gli intolleranti al glutine possono star tranquilli, basta avvisare lo chef
da Strami
Ultimo commento:
di Paolo & Famiglia il 01/1/70
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ottobre 30th, 2009 at 10:28
Ciao Mario! Dieci o quindici anni fa c’era nel centro di Venezia una piccola osteria dove si mangiava alla veneziana, e bene, spendendo davvero poco. I tavoli erano apparecchiati con tovaglie di carta e dentro si parlava dialetto. Osteria dell’Oca, si chiamava, o qualcosa del genere. Esiste ancora? E c’è ancora il venezianissimo self service di pesce sull’isola delle Vignole?
novembre 1st, 2009 at 07:42
E’ un pezzo che non passo di la ma la settimana prox sarò da quelle parti e farò debite verifiche .
In tempi di guide 2010 che alzano i punteggi a ristoranti bruciati tre anni fa e mai riapertii , ( ultima edizione del gambero Rosso, tanto per non fare nomi), è meglio non fidarsi e andare di persona ….
Stai li, nel senso di tenere in vista la pagina di peperosso, che avrai soddisfazione
ciao
marzo 8th, 2010 at 11:22
Locale angusto e scomodo, servizio scadente, piatti non conformi a quanto indicato sulla carta, prezzi estremamente alti in rapporto alla qualità offerta.
Che altro dire? Assolutamente da dimenticare per i non veneziani!
marzo 8th, 2010 at 12:12
Sull’ampiezza del locale hai ragione ma per quanto ricordo dalle ultime due visite non mi sembrava che il rapporto qualità e prezzo fosse poco equo.
Comunque ringrazio del commento e lo girerò a Stefano Aldrighetti , chef e patron del locale che evidentemente deve aver cambiato rotta … e smarrita la via.
maggio 23rd, 2010 at 15:44
TROVO IL LOCALE MOLTO ACOGLIENTE E BEN IMPOSTATO. LA CUCINA E’ MOLTO GUSTOSA E LO STAFF VERAMENTE ECCELSO. CORAGGIOSA MA VINCENTE LA SCELTA DI STEFANO DI DEDICARSI A PIATTI DELLA TRADIZIONE ABBINATI AI VINI DEL TERRITORIO
giugno 12th, 2011 at 08:35
E’ l’unico ristorante di Venezia in cui si mangia senza glutine. . . e se questo può sembrare una costrizione da sopportare pur di mangiare qualcosa vi sbagliate!
L’accoglienza è veramente gentile e si capisce subito che c’è la volontà di una ristorazione sincera e curata. I coperti sono pochi e questo giustifica la fermezza del ristoratore a mantenere i posti riservati soltanto per non più di 20 minuti oltre l’orario comunicato.
In quattro abbiamo assaggiato:
MOUSSE DI BACCALÀ
Baccalà con odori su tartine di polenta
SPAGHETTI ALLA VENEZIANA
Spaghetti con nero di seppia
GNOCCHETTI AL BACCALÀ
Gnocchetto di patata con salsa di baccalà
BACCALÀ ALLA VENEZIANA
Stoccafisso qualità wresten in salsa di pomodoro, servito con polenta
BACCALÀ ALLA VICENTINA
Stoccafisso qualità wresten con latte, parmigiano, e salsa di capperi e sarde, servito con polenta
FILETTO DI PESCE IN SALSA BURANELLA
Filetto di pesce (branzino) accompagnato da salsa al pomodoro e basilico servito con polenta
FILETTO DI PESCE AL LIMONE
Filetto di pesce (branzino) accompagnato da salsa al limone servito con polenta.
Avrei voluto dare un giudizio per ogni singolo piatto, ma posso semplicemente dire TUTTO OTTIMO.
Si ritornerà a Venezia per la Biennale che abbiamo appena “annusata” e non ci saranno dubbi sulla scelta del ristorante; questa volta però non dovrà mancare il BACCALÀ MANTECATO Piatto antichissimo, risalente al 1432 dopo che il comandante Pietro Querini, affondando all’isola di Rhoe nell’arcipelago delle Lofoten ritornò in patria con questo prezioso alimento. Stoccafisso qualità wresten ed olio d’oliva viene servito con polenta
Ricetta della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato (http://www.baccalamantecato.com)
E’ stato veramente un piacere!
Paolo & Famiglia