Peperosso consiglia....., Vini

Sangioveto Campolese, rosso di Toscana

campolese94Grazie a una coppia di amici, che conoscendo le mie simpatie per i rossi di Toscana mi hanno portato un “souvenir” da un loro tour, ho stappato una bottiglia di Campolese.
Un sangiovese toscano, anche se sarebbe più giusto chiamarlo sangioveto dato l’uvaggio usato dai vignaioli de Il Palagio, che, alla partenza nel calice, ha faticato un attimo nell’aprirsi.
Ma non apppena l’aria ha innnescato l’ossigenazione, dopo essere stata tenuta al di fuori dalla bottiglia per cinque anni e più di un anno dalla rovere delle barrique francesi, gli aromi di frutti rossi non hanno tardato nel farsi sentire.

Dopo di loro, anche viole e rose, appena appassite, sono comparse con le loro essenze in una buona miscellanea.
Completata dalla più classiche fragranze speziate, tipiche di questi vini, che sono andate ad aggiungere interessanti complessità a questo rosso toscano.
Definito supertuscany dalla stessa azienda che lo procuce ma che sa essere ruffianamente beverino nonostante l’autorevole presenza al palato e la forza alcolica dei 13 gradi e mezzo; tenuti a bada da un’eleganza strutturale complessiva che quasi non li fa sentire.
Come, ben dosato, risulta essere il suo impatto astringente. Insomma un sangiovese toscano che non fa temere di fare brutta figura una volta stappato e non è certo inferiore a qualche suo collega prodotto poco distante da quella Pieve di Santo Stefano a Campòli dove il Campolese viene prodotto. Terra fortunata e dal fascino enologico sopra le righe che merita sempre un weekend e anche qualche giorno di più.

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mag  09
26
alle 07:48
da Strami


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