Un po’ di gin e l’Americano diventa Negroni
Se vi siete stancati degli anonimi intrugli propinati all’ora dell’aperitivo prima di cena, modaioli ma privi personalità, provate a chiedere un Americano.
Se il vostro barman è sufficientemente preparato nel suo mestiere o discretamente avanti con gli anni, verserà in un tumbler basso, questa la definizione del bicchiere da usare, del Martini rosso e del Bitter Campari, mezza fetta di arancia, tre cubetti di ghiaccio e una spruzzata di seltz.
Così sì, con il vostro bicchiere in mano, potrete gustare uno dei cocktail pre-dinner più tradizionali.
Di gran moda nei tempi andati e dal sapore molto invitante.
Semplicità d’esecuzione unica che fu però modficata quando tale Camillo Negroni, conte fiorentino, chiese che nel suo Americano, al posto della spruzzatina di seltz, venisse versato del Gin.
Tutta un’ altra musica.
Con l’aggiunta del distillato bianco di cereali, aromatizzato alle bacche di ginepro, ecco che l’Americano cambia nome e diventa il classico Negroni.
Cocktail che sprigiona tutta la forza dei suoi i tre ingredienti, combinati insieme, per diventare aperitivo da veri bipedi umani.
Nel senso che, dopo un Negroni, è meglio non guidare e lasciar passare lentamente quella fetta di tempo che vi siete ritagliati dopo una giornata di lavoro, attendendo che arrivi l’ora di cena.
Se invece siete fra le mura di casa e volete fare a meno del barman, queste le dosi:
1/3 di Gin – 1/3 di Martini Rosso – 1/3 di Campari.
Per il ghiaccio fate voi ma la mezza fetta d’arancia non deve mancare.
da Strami
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giugno 17th, 2009 at 12:50
Come variante al posto del gin si può aggiungere la vodka. Non male.
giugno 17th, 2009 at 14:32
Ottimo suggerimento
La storia dice che n quel caso il suo nome era Nigrosky.
giugno 24th, 2009 at 09:46
[...] nell’espressione. Tant’è, quando Scurati permette a Gaspare Campari d’inventare il Negroni in onore degli scapigliati, per quanto si sappia che è “una storia romantica” al pari del [...]