Viaggio ghiottone tra i frutti dimenticati
Carni di Mora romagnola, agnellone, castrato, bovina Romagnola, formaggio di fossa, magari accompagnato dal Savor, Squacquerone , Raveggiolo, piadine, Sangiovese di Romagna, Albanana o Trebbiano per inaffiare il tutto, sono parte delle squisite tipicità della comunità montana, con “capitale” Casola Valsenio, che si possono scoprire girovagando tra l’alta valle del Senio, del Sintria e del Lamone.
Magari iniziando il tour proprio dal centro di Casola diventata famosa per essere la cittadina delle erbe medicinali e aromatiche ma anche per la “Festa dei Frutti Dimenticati” mentre qui alcune curiosità pubblicate su Blogeko.
Quando nel centro storico gli agricoltori espongono i frutti autunnali raccolti da vecchie piante sopravvissute o da nuove piante collocate dopo la ripresa di interesse verso questi prodotti naturali, per la delizia di un pubblico di anno in anno sempre più numeroso.
Fatto non solo di nostagici degli anni che furono, quando bastava uscire fuori casa per cogliere direttamente dagli alberi gli ultimi frutti regalati dalla natura prima del sonno invernale, ma anche di appassionati, curiosi e ghiottoni buongustai.
Che in quest’angolo di terra di Romagna, hanno davvero di che scegliere per andare letteralmente in un brodo di giuggiole.
Altra delizia di queste parti che in veste di sciroppo, viene servito per intingere i biscotti secchi a fine pranzo e che non va confuso con il liquore dei Veneti dei colli Euganei.
Per quest’ultimo, a breve, vi diremo di un prossimo tour mentre, cliccando qui, potete trovare il programma per la “Festa dei Frutti Dimenticati”.
da Strami
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